Volontario sulle ambulanze: il rugbista Mbandà tra i nuovi 57 Cavalieri della Repubblica

Volontario sulle ambulanze: il rugbista Mbandà tra i nuovi 57 Cavalieri della Repubblica

Cavaliere per meriti della Repubblica. Tra i 57 nominati dal Presidente Mattarella in occasione della Festa dell’Italia, tutti scelti per opere e azioni ordinarie ma straordinarie allo stesso tempo durante l’emergenza per il Coronavirus, c’è anche uno sportivo: il rugbista Maxime Mbandà, flanker delle Zebre e della Nazionale Italiana. Ventisette anni, nato a Roma da papà congolese e mamma italiana, nelle settimane più critiche di lotta al Covid-19, l’azzurro ha prestato soccorso sulle ambulanze della Croce Gialla di Parma, accompagnando agli ospedali di Parma e provincia le persone che avevano contratto il virus e riportando a casa i pazienti dimessi.

«Sicuramente è stata una notizia inaspettata, ricevere questo riconoscimento così prestigioso è per me motivo di orgoglio – il commento di Mbandà -. Ringrazio il presidente Mattarella per il pensiero, anche se credo che questo merito vada a tutte le persone che hanno dato una mano in questo periodo così delicato e che lo stanno facendo da anni anche in silenzio. Ringrazio i volontari dell’associazione Seirs Croce Gialla di Parma, ma anche tutte le protezioni civili e le associazioni sparse in Italia e nel mondo. Per me è una notizia speciale, incredibile, che non ho ancora metabolizzato… Il mio impegno col mondo dell’associazionismo e del volontariato non finirà qui, ma anzi proseguirà anche in futuro».

Mbandà, di carnagione scura per il padre africano, interviene anche sull’episodio di razzismo che ha portato alla morte dell’afro-americano George Floyd e scatenato proteste e conflitti. «Abbiamo visto che purtroppo alcune reazioni scoppiate negli Stati Uniti non sono state propriamente positive, però sappiamo che se vogliamo sensibilizzare la gente su questo tema dobbiamo far passare il messaggio che il mondo è fatto di persone e culture diverse e tutti dobbiamo cercare di convivere pacificamente. Il razzismo non è solamente dai bianchi verso i neri, ma è purtroppo un morbo universale che colpisce tutte le culture e noi dobbiamo sforzarci di rendere il mondo più unito e solidale».


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