Tuffi: da sogno a incubo, il rientro di mamma Dallapè

Tuffi: da sogno a incubo, il rientro di mamma Dallapè

Il sogno di rientrare in gara per celebrare le Olimpiadi delle mamme con l’amica Tania Cagnotto si è via via trasformato in incubo per Francesca Dallapé. I ladri in casa, che per bottino si sono portati via anche tutte le sue amate medaglie, sono l’ultima botta per la tuffatrice trentina, otto volte consecutivamente campionessa d’Europa, due podi mondiali e uno olimpica, la consacrazione-addio a Rio 2016 per mettere su famiglia, nel trampolino sincro con la regina di Bolzano, che l’ha seguita a ruota nella maternità. E che dopo un lavoro ai fianchi di oltre un anno è riuscita a convincere a tornare per Tokyo 2020.

Un rientro molto complicato, e non per la maternità di Ludovica (e di Maya per la Cagnotto). La Dallapé infatti sta affrontando il dramma di una separazione dolorosa, situazione che per altro ha dato l’ultima spinta all’amica Tania per andare contro a quello che aveva sempre detto, ovvero che dopo il ritiro e la maternità non sarebbe rientrata in gara. Casomai avrebbe fatto l’allenatrice. Pochi giorni fa la prima doccia fredda nelle Coppa Tokyo a Bolzano, la prima tappa di un trittico di qualificazione per l’Italtuffi, che determinerà la coppia che in maggio, dopo gli Europei, si giocherà in Coppa del Mondo la qualificazione alle Olimpiadi. Tania e Francesca perdono con la nuova coppia delle giovani Elena Bertocchi e Chiara Pellacani, salite alla ribalta dopo l’addio delle campionesse e subito regine d’Europa (due anni fa). Fra pochi giorni ci sarà la seconda prova a Trieste. Un’altra sconfitta renderebbe inutile l’ultima, a metà marzo nei Tricolori di Torino. E come se non bastasse tutto questo, nella notte di paura vissuta rientrando a casa con la figlia a trovandosi di fronte i ladri, la Dallapé è caduta e si è fatta male a un ginocchio.

<Aprendo la porta con mia figlia in braccio, al buio ho trovato due sagome… – il suo racconto – Una paura devastante. Ho urlato a pieni polmoni e sono scappata il più veloce possibile, ma purtroppo nella corsa disperata sono caduta e per far sì che non si facesse male Ludovica, le ho fatto da scudo e mi sono procurata delle contusioni che ancora non so definire quanto incideranno nella mia carriera. Al rientro ho trovato la casa distrutta. Mi sono sentita violata nella mia intimità, ma la cosa più brutta è stato scoprire cosa avevano portato via le mie medaglie, la fatica, anni di lavoro duro, i miei ricordi e momenti di gioia ed emozione>.

Un incubo, appunto. Destinato forse a peggiorare se non riuscirà a qualificarsi per Tokyo 2020. E se la sua amica Tania, che alla prima uscita di selezione ha preparato un Piano B, riuscirà in vece a farlo nella gara individuale. Da sola. Come Francesca, senza più nulla.


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