Sci: la Shiffrin rinasce, ma il ritorno alla vittoria è triste

Sci: la Shiffrin rinasce, ma il ritorno alla vittoria è triste

Mikaela Shiffrin rinasce dalle ceneri del suo dramma e nel secondo slalom gigante di Courchevel, la quarta gara dal suo rientro in Coppa del Mondo di sci, torna a sedersi sul trono a 313 giorni dall’ultima vittoria, ottenuta nel superG di Basko del 26 gennaio scorso cinque giorni prima di essere atterrata dalla peggior notizia che potesse ricevere: la morte improvvisa del padre Jeff. Ci riesce in una giornata baciata dal sole e da una sempre più ritrovata sciata, ma anche grazie all’aiuto delle avversarie che si autoeliminano. Petra Vlhova nella prima manche, ma soprattutto Marta Bassino che deraglia nella seconda e Federica Brignone che sdraiandosi e rialzandosi riconquista il podio e la leadership di specialità, ma lascia sul terreno ben più degli 82 centesimi che la separano dall’americana. Eppure sono proprio le rivali, a partire dalla valdostana, le prime a correre ad abbracciare una Mikaela basita al traguardo, sopraffatta dalle emozioni.

«La prima di tristezza – ammette l’americana, faticando a trattenere le lacrime -. C’è orgoglio, sì, per essere riuscita a tornare qui, vincente. E lo devo a tutte le persone (in primis la mamma-allenatrice Eileen, ndr) e i tecnici che in questo periodo mi hanno aiutata, anche solo prendendomi e portandomi in partenza. E vi assicuro che non è stato facile. Ma c’è anche tristezza, tanta tristezza. E potete immaginare perché». E il pensiero ovviamente va al padre. «È come se mi avesse aiutata per il 95% di quello che ho fatto. È folle e incredibile essere qui». E il pensiero più felice è proprio per quelle carezze e parole dolci ricevute al traguardo. «Mi sono commossa. Siamo avversarie al cancelletto, ma all’arrivo diventiamo altro. E solo nel nostro sport si può chiamare le altre non avversarie, bensì amiche. Sono molto grata a Federica e alla altre».

Shiffrin e il ritorno in Coppa

La Shiffrin torna in gioco in Coppa (2ª a 145 punti dalla Vlhova) anche se rinuncia al lungo weekend veloce in Val d’Isére («uno step per volta, prima devo allenarmi anche in discesa e superG>) e alla 182ª gara (4ª dal rientro, appunto), conquista il 98° podio e la 67ª vittoria, eguagliando Marcel Hirscher al terzo posto assoluto di sempre dietro a Ingemar Stenmark (86) e Lindsey Vonn (82). Tutti ex. «Ai numeri e ai record non ci ho mai pensato, tanto meno lo faccio oggi – commenta Mikaela -. Pazzesco, ma sento come se fosse la prima vittoria della mia vita».


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