L’Australia si candida ad ospitare le partite della Premier League inglese

L’Australia si candida ad ospitare le partite della Premier League inglese

L’Australia si candida a ospitare le 92 gare rimanenti della Premier League di calcio. I club inglesi sperano di ripartire a giugno e completare la stagione interrotta per la pandemia da Coronavirus, ma bisognerà farlo in 8-10 stadi al massimo, facendo giocare dunque la maggior parte delle 20 squadre del massimo campionato inglese in campo neutro. E allora ecco la proposta dell’agente Perth Gary Williams, spalleggiato dal senatore locale Glenn Sterle, di far traslocare la Premier nell’emisfero australe.

Leggendo quanto riporta il quotidiano australiano “Sun”, la proposta avrebbe già ricevuto l’approvazione di alcune società. «Andiamo in giro per il mondo durante il precampionato, non sarebbe diverso. E il clima in Australia è ideale in questo periodo» fa sapere un dirigente, che però preferisce restare anonimo.

Il piano suggerito da Williams si articola in otto punti: il trasferimento delle 20 squadre della Premier a Perth, una quarantena e poi in campo, a porte chiuse o con un numero limitato di tifosi. Ciascuna squadra verrebbe isolata in hotel con un campo di allenamento a disposizione. Secondo il manager inglese trapiantato in Australia potrebbero bastare due test per il Covid-19 in totale e non a settimana e gli orari delle gare si adatterebbero alle esigenze del pubblico inglese. A giocare a favore dell’ipotesi Perth anche la presenza di quattro importanti stadi in città.

Williams per altro assicura di avere anche il sostegno del governo australiano. «Sono entusiasti, qui sono state tolte molte restrizioni e l’ambiente è sicuro» conclude. Fra le altre ipotesi circolate sui media inglesi per completare la stagione ci sarebbero anche Malta e il Qatar.


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