La ministra dell’Istruzione Azzolina: «Basta teledidattica, a settembre tutti in classe»

La ministra dell’Istruzione Azzolina: «Basta teledidattica, a settembre tutti in classe»

«Stiamo facendo tutto il possibile per riportare tutti, bambini e ragazzi, a scuola in presenza». Lo garantisce Lucia Azzolina, la ministra dell’Istruzione, parlando di questi mesi di teledidattica per l’emergenza da Coronavirus. «Ovviamente il territorio nazionale è molto diverso, ci sono più di 8mila autonomie scolastiche e 40mila edifici. Noi daremo una cornice, delle linee guida e un pacchetto di strumenti. Ogni scuola dovrà poi declinare come far ripartire l’anno» completa il ragionamento la ministra.

Un tema molto caldo quello della ripresa dell’attività scolastica a settembre. «Quando non sarà possibile il distanziamento, porteremo gli studenti fuori. In altri Paesi europei già si fa – prosegue la Azzolina -. Gli enti locali possono aiutare mettendo a disposizione sale comunali, orti botanici, parchi, teatri, cinema. Faremo degli accordi con loro e col terzo settore». Niente termoscanner all’ingresso («il comitato tecnico-scientifico ha già detto che non c’è bisogno»), sarà fondamentale responsabilizzare le famiglie: «A scuola non si va neanche con 37 e mezzo di febbre».

Capitolo mascherine. «Gli esperti ne hanno consigliato l’obbligo – dice la ministra -. Vanno bene anche le visierine trasparenti, per vedere le espressioni dei bambini, penso ai più piccoli, l’importante è che abbiano un dispositivo di protezione».

Resta aperta la questione della maturità: mancano i presidenti di commissione. Si parla di nomine d’ufficio dei docenti non impegnati nello svolgimento degli esami, ma le organizzazioni sindacali hanno indetto lo sciopero per lunedì 8 giugno: chiedono di ridurre il numero di alunni per classe e di consentire una didattica a gruppi più piccoli, ma anche un concorso riservato per i direttori dei servizi generali e amministrativi, per non parlare del rinnovo del contratto con risorse aggiuntive.


Veglio vini