Hamilton senza contratto, braccio di ferro con la Mercedes

Hamilton senza contratto, braccio di ferro con la Mercedes

Dopo aver superato con l’ennesima stagione trionfale il record di vittorie di Michael Schumacher (95 a 91) e aver eguagliato i suoi 7 titoli mondiali, Lewis Hamilton i appresta (giovedì) a compiere gli anni (36) e a diventare Baronetto della Regina Elisabetta (quarto pilota dopo Jack Brabham, Stirling Moss e Jackie Stewart) nella cerimonia del New Year Honours.

Il padrone assoluto della Formula 1 però tecnicamente è senza macchina per il 2021. Con la chiusura del 2020 condizionato dalle battaglie contro il Covid (che ha colpito lo stesso Hamilton dopo aver vinto il titolo) e contro il razzismo (con Lewis in prima fila nel movimento Black Lives Matter) è terminato anche il contratto con la Mercedes. Un accordo che Hamilton ha lasciato scadere nonostante il team anglo-tedesco abbia fatto di tutto per rinnovarlo.

Sembrava una formalità, con lo stesso Hamilton che pochi giorni fa aveva postato sui suoi social un emblematico “annuncio a breve”, corroborato da queste parole: «Voglio restare qui la prossima stagione. Credo che come squadra abbiamo ancora molte cose da fare e molti traguardi da raggiungere, nello sport ma anche al di fuori di questo». E a conferma è iniziata una campagna mondiale di spot Mercedes con Lewis testimonial insieme a Roger Federer e alla cantante Alicia Keys.

Eppure la firma non è arrivata. E si parla di un clima molto caldo tra le parti, con un vero e proprio ultimatum posto dalla Daimler nella persona del presidente Ola Kallenius. “O firmi o prendiamo Russell” la sostanza, ovvero sventolando la minaccia dell’ingaggio immediato del connazionale che l’ha eccellentemente (pole sfiorata e vittoria sfumata per un errore dei box) sostituito in Bahrain nella gara di assenza per Covid. Non certo una situazione piacevole per Lewis.

Hamilton, richieste difficili da concordare

Il motivo del contendere è sostanzioso: soldi e potere. Lewis pretende un ingaggio pluriennale da 40 milioni di dollari più bonus. Un 10% in più (4 milioni) in caso di titolo mondiale (non certo un’ipotesi remota) e una AMG One, un gioiellino da 2,7 milioni di euro.

Russell spera («so che la Mercedes crede in me, mi hanno dato una opportunità e mi hanno sempre supportato: adesso tocca a me proseguire nel percorso che ho iniziato»), Hamilton però non ha fretta ed è convinto di avere il coltello dalla parte del manico. Anche perché dalla sua parte c’è il team principal e co-proprietario Toto Wolff, disposto ad aspettare anche fino alla vigilia dei test di Barcellona (1-3 marzo). Daimler appunto no, ma è anche vero che gli equilibri societari sono cambiati con la vendita di una quota consistente del team alla INEOS, che ha portato ora Daimler, Wolff e il colosso chimico ad avere pari peso, con il 33.33% a testa delle azioni.

Come andrà a finire? Magari tutto si risolverà in una bolla di sapone con un annuncio proprio per la nomina a Baronetto, ma nel frattempo gli avversari (Ferrari in primis) sono avvisati: i dati di computer e banco della nuova macchina e del nuovo motore parlano di un ulteriore miglioramento, per conservare il predominio Mercedes. Hamilton o non Hamilton.


Veglio vini