Covid: niente lockdown, la quarantena scende a 10 giorni

Covid: niente lockdown, la quarantena scende a 10 giorni

Il Governo torna ad escludere un nuovo lockdown nonostante la crescita del contagi per Coronavirus e si prepara a varare nuove norme dopo aver ascoltato il Comitato tecnico scientifico sull’emergenza sanitaria. In una circolare del ministero della Salute sono indicate le nuove linee guida. In particolare scende a 10 giorni la quarantena e per i positivi basterà un solo tampone negativo in uscita. Se l’esito è positivo, il soggetto dovrà effettuare altri 7 giorni di isolamento al termine del quale sottoporsi nuovamente al test. In caso di nuova positività, dovrà rimanere altri 4 giorni in quarantena e poi effettuare un ultimo tampone molecolare. Anche in caso di positività sarà comunque ‘libero’: studi internazionali, sottolineano dal Cts, affermano infatti che dopo 20 giorni la carica virale è talmente bassa che il soggetto non è più in grado di infettare. Gli asintomatici che non riescono a negativizzarsi, dopo 21 giorni avranno comunque concluso la quarantena e saranno liberi. Inoltre per i “contatti” verranno autorizzati tamponi molecolari ed antigenici che sono più veloci e potrebbero essere realizzati dai medici di famiglia e dai pediatri, ma soprattutto per gli studenti delle scuole.

«Siamo costretti a stringere le maglie dopo settimane di misure che allargavano – afferma il ministro Roberto Speranza -. Un cambio di marcia con interventi puntuali su alcune aree più a rischio per rimettere la curva sotto controllo e per non assumere misure più dure, e giocare d’anticipo. Agiremo sugli assembramenti e sugli orari dei locali>. Per Speranza «non ci sono le condizioni per nessun lockdown nazionale per nessun territorio». Le nuove norme anti-Covid nazionali, le Regioni avranno solo la possibilità di decidere ulteriori restrizioni. Il ministro però invita tutti a fare il vaccino antinfluenzale.

A confermare che non ci sarà nessun altro lockdown è anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. «L’Italia non può permetterselo. A febbraio non eravamo assolutamente preparati, non avevamo niente, neanche come filiera produttiva. Adesso abbiamo un Paese che può avere delle disfunzioni, ma si è attrezzato e ha dimostrato di saper affrontare l’emergenza. Questo è un Paese che non deve essere troppo duro con sé stesso. Le terapie intensive sono attrezzate». Poi la conferma sul vaccino anti-Covid in arrivo. «Grazie all’accordo con Oxford University entro fine anno avremo le prime dosi e dall’inizio dell’anno prossimo inizieremo le vaccinazioni».


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