Commis di cucina: cosa fa e come diventarlo

Commis di cucina: cosa fa e come diventarlo

Il “commis di cucina” non è altro che l’aiuto cuoco, una figura professionale fondamentale nella ristorazione. È grazie al commis che la cucina funziona al meglio per cui si tratta di una ruolo di cui nessuno chef può fare a meno. Se sei pratico di fornelli, hai una buona predisposizione a lavorare molte ore e sogni di affiancare i più grandi chef mondiali questa guida fa per te!

Commis di cucina, significato

Il termine “commis di cucina” è un sinonimo di aiuto cuoco e proviene dalla lingua francese. Per la precisione risale al gergo che ripartisce le varie figure presenti in una cucina di un ristorante. Questa è nota solitamente come brigata e si compone di tante figure professionali che dipendono dallo “Chef”, il capo.

Sotto lo chef ci sono i capi partita, ovvero gli “chef partie” che sono specializzati in carne, pesce o dolci. A seguire nell’ordine gerarchico troviamo i commis, ovvero gli assistenti dei capi. Per questo esistono anche i commis di sala che lavorano sotto la guida di chi si occupa di accogliere i clienti, prendere gli ordini e farli sentire accolti.

I commis possono anche cambiare partita e venire assegnati dove vi sia maggior necessità in base all’andamento del servizio. Nelle cucine più strutturate ci sono anche i primi e secondi commis mentre in quelle piccole troverai quasi sempre e solo l’aiuto cuoco semplice. Quando il commis raggiunge un certo livello di esperienza e complicità con lo chef questo potrà essere anche lasciato a preparare interi piatti in autonomia.

Cosa fa il commis di cucina

Come avrai intuito il commis di cucina è un supporto dello chef nella preparazione delle pietanze. Esso lavora in alberghi, ristoranti, mense, navi o aerei ed è l’incaricato alla preparazione delle materie prime per i piatti. Quindi il suo ruolo è spesso quello di pulire e tagliare verdura, frutta, carne o pesce e di predisporre tutto ciò che serve allo chef per dare vita alle ricette.

Il commis sa conservare gli alimenti e conosce le norme igieniche di confezionamento. Inoltre sa impiattare piatti semplici e sa maneggiare padelle, taglieri, affettatrici ed impastatrici.

Deve essere ordinato e seguire fedelmente le indicazioni dello chef oltre a rifornire la dispensa periodicamente. È importante anche che sia in grado di sostituire il cuoco quando questo dovesse assentarsi.

Per queste ragioni il commis trascorrerà molto tempo in piedi, accanto a fonti di calore e per turni di lavoro piuttosto stancanti. Dovrà essere dotato di versatilità, creatività, ordine e pulizia ma anche spirito d’osservazione, nervi saldi e manualità.

Un commis che lavora in cucine di media grandezza può arrivare a percepire uno stipendio tra gli ottocento e i milleduecento euro mensili. Più sarà prestigiosa la location di lavoro e maggiori saranno i guadagni che possono anche superare i duemila euro mensili.

Lo stipendio iniziale dell’aiuto cuoco non è molto esaltante ma aumenta all’aumentare dell’esperienza, della struttura in cui lavora e della capacità di soddisfare le richieste dello chef in modo preciso, accurato e rapido.

Come diventare commis

Per diventare aiuto cuoco sarebbe ideale seguire percorsi formativi specifici, soprattutto di tipo professionale. È necessario conoscere la teoria della conservazione degli alimenti, degli strumenti di cucina e delle nozioni chimiche di cottura in modo impeccabile. Inoltre sarà importante padroneggiare i metodi di preparazione degli alimenti frequentando corsi pratici.

Per diventare aiuto cuoco occorre inoltre possedere conoscenze sulle caratteristiche degli alimenti, sui metodi di cottura e sui metodi di pulizia, sanificazione e conservazione. Oltre a frequentare corsi professionali sarà importante “fare gavetta”, ovvero mettere alla prova la propria resistenza con orari, giorni di lavoro, tensione e durezza di questo lavoro.

Per fare questo mestiere occorre mettere in conto che i giorni di lavoro coincideranno con quelli in cui, solitamente, le persone escono e si divertono. È un mestiere fatto di pura dedizione e spirito di sacrificio ma che, in breve tempo, può dare enormi soddisfazioni, soprattutto remunerative.

La gavetta iniziale è forse il periodo più duro per un commis di cucina ma le possibilità di fare carriera, crescere e lavorare al fianco degli chef più rinomati al mondo colmerà il cuore di soddisfazione.

Ti suggeriamo di studiare tanto, di imparare a maneggiare soprattutto coltelli e alimenti e di non fermarti mai dinanzi alle prime difficoltà. Ben presto tutti i sacrifici verranno ricompensati da una carriera ricca, dinamica e formativa che si sposa con l’amore per il buon cibo e con il fascino della chimica degli ingredienti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.