Allarme turismo di Federalberghi: quasi 70% di presenze in meno

Allarme turismo di Federalberghi: quasi 70% di presenze in meno

«La burrasca del Covid-19 è ancora in corso e continua a flagellare il sistema dell’ospitalità italiana». è il grido d’allarme di Bernabò Bocca, il presidente di Federalberghi, che espone i preoccupanti numeri di giugno, affermando che anche la prima parte di luglio non è positiva. L’impatto della pandemia da Coronavirus continua a si fa sentire, al punto che secondo Bocca «nel 2020 si registrerà la perdita di oltre 295 milioni di presenze, con un calo di fatturato del settore ricettivo pari a quasi 16,3 miliardi di euro». Rispettivamente -68,7% e -69% rispetto al 2019.

Esaminando nel dettaglio i dati del mercato turistico alberghiero per il primo mese dell’estate, si nota una un calo delle presenze dell’80,6% rispetto a giugno 2019. I flussi dall’estero sono ancora paralizzati (-93,2%) e anche il mercato domestico è ben oltre la soglia di allarme (-67,2%). Per Federalberghi le ripercussioni di questo crollo sul mercato del lavoro sono dolorose: a giugno si sono persi 110mila posti di lavoro stagionali e temporanei (-58,4%) e ne sono a rischio altri 140mila.

Le previsioni per il mese di luglio infatti sono preoccupanti: l’83,4% delle strutture intervistate prevede che il fatturato sarà più che dimezzato rispetto allo stesse mese del 2019. Nel 62,7% dei casi il crollo sarà superiore al 70%. Federalberghi spiega che molti italiani hanno dovuto consumare le ferie durante il periodo di lockdown per esigenze dei datori di lavoro. Tanti poi hanno visto il reddito scendere per la cassa integrazione. E molti rinunciano a partire per recuperare del tempo e del lavoro perso.

Secondo Bocca «le punte di maggior sofferenza si registrano per il turismo delle città d’arte e il turismo d’affari, ma anche nelle classiche mete delle vacanze, al mare, in montagna e alle terme, siamo ben lontani da una parvenza di normalità. Non traggano in inganno le immagini televisive che ritraggono spiagge affollate. In gran parte si tratta di escursionisti giornalieri o di vacanze mordi e fuggi, limitate ai weekend».