Voucher lavorativo, cos’è e a cosa serve

Voucher lavorativo, cos’è e a cosa serve

Anche per quest’anno è tornato il voucher lavorativo, una modalità di retribuzione già abrogata in passato che riguardava il lavoro occasionale. Quest’anno i voucher sono tornati ma con nuove regole e procedure stabilite da Ministero e INPS.

L’unica caratteristica rimasta invariata è l’ambito di utilizzo, ovvero le prestazioni occasionali che oggi sono gestite dall’Istituto di Previdenza Sociale. Tra le nuove forme di lavoro inquadrate dal voucher lavorativo, quindi, ci saranno il Libretto Famiglia ed il Contratto di Prestazione Occasionale. Vediamo come funzionano.

Come funzionano i Voucher INPS

Quando parliamo di lavoro occasionale ci riferiamo ad una prestazione professionale che viene fornita in modo saltuario e sporadico e, dunque, all’’occorrenza. Dopo l’abrogazione dei vecchi voucher questa forma di lavoro è stata sostituita da PrestO, ovvero il Libretto Famiglia e il Contratto di Prestazione Occasionale.

I datori di lavoro che richiedono questo genere di prestazioni, quindi, devono far riferimento all’INPS e al voucher lavorativo di cui ti stiamo per parlare dettagliatamente. Tale novità è stata introdotta dall’articolo 54 bis del Decreto Dignità, ovvero del Decreto Legge del 12 luglio 2018 convertito dalla legge del 9 agosto 20218 n. 96.

Questo provvedimento ha trovato esecuzione attraverso la circolare INPS n. 107 del 5 luglio 2017 e con la n.103 del 17 ottobre 2018. I voucher lavorativi sono destinati ai datori di lavoro che acquistano prestazioni occasionali da parte dei lavoratori dei quali hanno bisogno saltuariamente.

In particolare il Libretto Famiglia viene utilizzato da lavoratori privati che non costituiscono aziende o che non sono liberi professionisti. L’altro, il CPO (Contratto di Prestazione Occasionale) è riservato a professionisti, lavoratori autonomi, imprese, enti privati, associazioni e pubbliche amministrazioni. Entrambi prevedono tempi e modalità differenti per l’erogazione, nonché regimi, compensi e contribuzioni differenziate.

Voucher per lavori occasionali

I voucher lavorativi sono gestiti direttamente dall’INPS che eroga i compensi ai lavoratori e amministra i versamenti effettuati dai datori di lavoro.

Il libretto famiglia viene destinato a prestazioni professionali per lavori domestici come giardinaggio, pulizia, manutenzione, assistenza domiciliare e insegnamento privato. Si caratterizza da titoli di pagamento del valore di 10,00€ e possono essere utilizzati per retribuire attività lavorative di massimo un’ora ciascuno. Il compenso effettivo, tuttavia, è pari a 8,00€.

Come anticipato può essere utilizzato per chi non esercita attività professionali e di impresa oltre che per utilizzatori che non hanno avuto rapporti di lavoro subordinato e continuativo con gli stessi prestatori.

Al termine della prestazione il datore di lavoro deve dare comunicazione all’INPS dei dati del lavoratore, del compenso, del luogo e della durata della prestazione. Il prestatore riceverà via mail o sms la notifica della trasmissione e, solo allora l’INPS erogherà il compenso entro il quindicesimo giorno del mese successivo.

Il contratto di prestazione occasionale, invece, viene utilizzato da prestatori che ricevono retribuzioni giornaliere non inferiori a quattro ore di lavoro. La paga non può andare al di sotto dei nove euro all’ora, ad eccezione del settore agricolo interessato da diverse condizioni di applicazione della normativa.

Il CPO è riservato a professionisti, lavoratori autonomi e imprenditori ma anche ad associazioni, enti e pubbliche amministrazioni. Il voucher lavorativo, in questo caso, non può essere utilizzato per rapporti di lavoro subordinati e continuativi.

Vantaggi e svantaggi

I lavoratori che forniscono prestazioni occasionali hanno diritto all’assicurazione per invalidità, vecchiaia e superstiti con iscrizione alla Gestione Separata come da legge dell’8 agosto 1995 n.335. Per accedere utilizzatori e prestatori devono registrarsi online tramite il portale INPS oppure rivolgendosi al Contact Center messi a disposizione dall’Ente.

Per finalizzare la registrazione occorre optare per una delle due opzioni di voucher lavorativo e possedere le credenziali personali del PIN INPS, SPID o CNS.

Con questi buoni le prestazioni brevi possono essere gestita in completa legalità e con tanto di coperture assicurative e previdenziali, scongiurando il lavoro sommerso con tutti i rischi che ne derivano. È uno strumento flessibile ma, al tempo stesso, una forma che spinge troppo oltre la condizione lavorativa precaria.

Secondo i dati del Ministero, infatti, nel 2018 i buoni lavoro sono andati per il 33% a giovani sotto i 25 anni mentre il 52% è stato riscosso da donne con medie salariali sui seicento euro in media. Quindi l’efficacia del voucher è utile per inquadrare forme di lavoro che, solitamente, vengono gestite “in nero” ma, dall’altro, favorisce condizioni lavorative instabili e disoccupazione.

Non è un caso che ben 115 milioni di buoni lavoro emessi abbiano fruttato una riscossione parziale, ovvero pari a 88 milioni. Il dato fa emergere chiaramente la consuetudine di impiegare forza lavoro a nero anziché utilizzare il sistema dei voucher.

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