Tortu scrive su Osservatore Romano: Papa Francesco come coach

Tortu scrive su Osservatore Romano: Papa Francesco come coach

«Resistenza, spirito di squadra, fratellanza, dare il meglio di sé: ritrovo la mia esperienza di atleta in queste caratteristiche che Papa Francesco ha indicato come essenziali all’Angelus della Domenica delle Palme. Non solo per lo sport, ma per la vita. Soprattutto adesso». Lo scrive Filippo Tortu, il primo e unico italiano che ha abbattuto il muro dei 10 secondi nei 100 metri, in un intervento sull’Osservatore Romano da lui firmato dal titolo “Con Francesco come coach”. «Il Papa, con le sue parole di incoraggiamento al mondo dello sport, ha proposto a tutti, credenti o meno, di tornare all’essenziale. Proprio come a noi atleti chiedono gli allenatori. È vero, “tante manifestazioni sono sospese” ha detto Francesco – continua Tortu nel suo intervento -. Sono state rimandate di un anno le Olimpiadi di Tokyo. All’appuntamento olimpico mi stavo preparando da quattro anni, come i miei amici e colleghi di tutto il mondo. Ora a casa —a Costa Lambro, vicino Milano, mi alleno due volte al giorno e dedico allo studio — sono iscritto a Economia alla Luiss il resto della giornata. Stando a casa sto anche rinsaldando i rapporti, già bellissimi, con la mia famiglia. Oltretutto mio papà è il mio allenatore».

L’uomo d’Italia più veloce a piedi parla poi si solidarietà. «Ho accolto le parole del Papa, che ho avuto la grande opportunità di incontrare personalmente nel maggio 2018 in piazza San Pietro, come un incoraggiamento a non buttarmi giù e un invito a vivere lo sport attraverso, appunto, i valori più autentici. Perderli di vista assolutizzando la prestazione agonistica comporta infatti gravi rischi. Per noi atleti è il momento di fare qualcosa di concreto per chi sta soffrendo. Abbiamo donato 40 tablet a medici e infermieri attraverso la Regione Lombardia e il policlinico San Martino di Genova, per agevolare il loro eroico servizio. E’ proprio lo “spirito di squadra” di cui parla il Papa».