Tennis: a New York finale Zverez-Thiem, scocca l’ora della Next Gen

Tennis: a New York finale Zverez-Thiem, scocca l’ora della Next Gen

Alexander Zverev torna dal buco nero nel quale s’era infilato e sfida Dominic Thiem per il secondo Slam stagionale, il primo post pandemia. Complici gli infortuni (Roger Federer), il Covid-19 (Rafa Nadal ha preferito rimanere in Spagna) e il raptus di follia di Novak Djokovic (pallata a una giudice di sedia e squalifica), l’ora della Next Gen è finalmente scoccata. A giocarsi gli US Open sono due dei principali talenti della nuova generazione che da anni prova a mettere fine al monopolio dei Big Three del tennis.

Prima finale in uno Slam per Zverev, a un passo dall’eliminazione contro Pablo Carreno Busta prima di un’incredibile rimonta: 3-6 2-6 6-3 6-4 6-3 il punteggio a favore del 23enne di Amburgo dopo tre ore e 22 minuti di gioco. Il tedesco sembra essere pronto a fare il definitivo salto di qualità: mai era riuscito a rimontare due set e l’ultimo a farlo in una semifinale a Flushing Meadows era stato Djokovic contro Federer nel 2011, col serbo che avrebbe poi vinto il titolo. «Ora devo fare l’ultimo passo» commenta Zverev, primo tedesco in finale a New York dal 1994 (Michael Stich).

Di fronte trova Thiem, più forte di un problema alla caviglia destra e capace di stoppare in tre set la corsa di Daniil Medvedev, finalista un anno fa. Finisce 6-2 7-6 (7) 7-6 (5) per il del 27enne austriaco, che annulla un set-point sia nel secondo che nel terzo parziale, dove era andato anche sotto di un break. «Adoro questi match, affrontare i migliori al mondo è quello per cui lavoro così duro» si esalta Thiem, primo austriaco a giocarsi il titolo nell’Open a stelle e strisce e alla sua quarta finale in un Major: per due volte è stato sconfitto da Nadal al Roland Garros, a gennaio si è dovuto inchinare a Djokovic sul cemento di Melbourne, ora potrebbe finalmente sfatare il tabù contro un avversario già battuto 7 volte su 9, compresi gli ultimi tre match. «Sarà una finale aperta e sarà fantastico giocarla con un avversario che è un mio grande amico».


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