Stellantis accelera: entro l’anno 39 veicoli elettrificati

Stellantis accelera: entro l’anno 39 veicoli elettrificati

«È il primo giorno della nostra nuova storia, l’inizio di un viaggio entusiasmante. Un’azienda ben posizionata per competere nei mercati globali, con 39 veicoli elettrificati disponibili entro la fine del 2021. Un gruppo di dimensioni significative e con posizioni commerciali consolidate in Europa, Nord America e America Latina». Sono le prime parole di Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, il nuovo colosso dell’auto nato dalla fusione tra Fca e Psa. Un’operazione benedetta dalla borsa, visto che all’esordio a Wall Street il titolo di Stellantis è salito dell’11%.

Stellantis: per l’Italia un Cuscino di salvataggio

«Per l’Italia la buona notizia è che Stellantis farà da scudo, da protezione per alcuni stabilimenti, non rappresenta un rischio – garantisce il manager portoghese, che guiderà il gruppo insieme a John Elkann presidente -. Stellantis riporterà più efficienza grazie alle sinergie che renderanno i business plan più sostenibili per alcuni modelli su cui c’erano delle incertezze. Modelli che finora non erano ritenuti redditizi lo diventeranno, potremo decidere il da farsi».

L’unione di Fca e Psa consentirà sinergie per 5 miliardi di euro, di cui l’80% sarà possibile già «nei prossimi quattro anni», prosegue Tavares, precisando che le nozze tra i due storici gruppi creano un «valore di 25 miliardi di euro, la base di questa fusione».

I lavoratori di Stellantis hanno ricevuto una comunicazione di benvenuto nel nuovo gruppo. Lo rivela la Fiom Torino. «La comunicazione – dice Edi Lazzi, segretario generale del sindacato – richiama le ragioni di tradizione e orgoglio dei due gruppi che hanno dato vita a Stellantis nonché la dimensione del nuovo gruppo con i suoi 400.000 dipendenti, il suo radicamento commerciale in Europa e nelle Americhe, le sue competenze tecnologiche, la gamma di marchi e modelli, gli investimenti in corso nello sviluppo delle nuove tecnologie per la mobilità. E’ una realtà nuova a cui i lavoratori torinesi del gruppo e della componentistica guardano con attenzione e la cui positività sarà valutata anche per gli effetti che produrrà sul nostro territorio: nuovi modelli, volumi produttivi capaci di azzerare la cassa integrazione, il rilancio delle produzioni dei siti torinesi e del loro indotto». Lazzi ovviamente preme per l difesa del territorio di Torino e del Piemonte.