Regolamento Enac droni, la normativa vigente

Regolamento Enac droni, la normativa vigente

Per poter guidare un drone in totale sicurezza, è necessario disporre di una certificazione ben precisa. Inoltre, è obbligatorio anche rispettare alcune norme specifiche, per poter fare tutto in totale sicurezza. Diversamente, esistono delle vere e proprie sanzioni che vengono applicate sul trasgressore in questione.

Il nuovo regolamento per poter guidare i droni in totale sicurezza e nel rispetto di tutte le norme in vigore, è uscito di recente. Questo, per poter fare chiarezza verso gli aspiranti piloti più spaesati.

Nel primo gennaio del corrente anno del 2021, questa norma è stata approvata grazie agli organi competenti. Ciò, è accaduto in modo tale da poter permettere ai possessori di un drone di regolamentarsi di conseguenza.

Sul web, facendo varie ricerche, è possibile riscontrare la presenza di varie cose che si possono fare, con altrettante cose che invece non si possono fare. Le regole elencate nell’apposito decreto, ovviamente, devono essere rispettate per forza di cose.

D’altronde, guidare un drone non è affatto un gioco, specie se lo si fa in maniera seria e se lo si vuole fare con un certo rigore. Senza una vera e propria regolamentazione di base, come si suppone, regnerebbe un’anarchia a dir poco ingiustificata.

Nel prossimo paragrafo, scenderemo nel dettaglio con altri approfondimenti!

Regolamento droni

Il regolamento che riguarda i droni, è suddiviso comodamente in categorie. La normativa risalente al primo gennaio del 2021, evidenzia la presenza di tre classi, le quali sono ben distinte tra loro: A1, A2 e A3.

Ognuna di queste classi, ovviamente, ha dei limiti che vanno obbligatoriamente rispettati. Per esempio, alcuni di essi non possono sorvolare determinate zone. Altri ancora, non possono entrare a contatto con altri soggetti esterni.

Tutti questi dettagli che riguardano le tre classi elencate sopra, verranno approfonditi nel dettaglio proprio nel corso del prossimo paragrafo che vedremo a breve.

Normativa droni

La prima categoria che apre il discorso relativo alla normativa dei droni, riguarda la classe A1. Questa classe, consente al pilota di sorvolare anche coloro che sono definiti “soggetti inconsapevoli”. Vale a dire, persone che non sanno della presenza del drone nelle vicinanze.

Tuttavia, non è possibile sorvolare gruppi o assembramenti di persone, per questioni di sicurezza. La classe che avremo modo di vedere ora, si chiama C1, e fa sempre parte della medesima classe.

Per poter pilotare questo drone, è necessario essere in possesso dell’attestato di frequenza. Inoltre, non è possibile sorvolare le persone non consapevoli. La categoria A2, mantenendo una distanza di 30 metri (orizzontalmente), consente di sorvolare le persone altrui.

In questa casistica particolare, entrano in gioco fattori e regole quali esami pratici e teorici, con tanto di rilascio di un attestato apposito.

L’ultima categoria, appartenente alla classe A3 con droni da ben 25kg di peso complessivo, impone al pilota di mantenere una distanza di circa 150 metri dai principali centri commerciali, e via discorrendo.

Droni in Italia

Le regole evidenziate nel paragrafo sopra, valgono soprattutto per quanto concerne il territorio italiano. Essendo parte di una normativa molto specifica, sono ovviamente valide anche per l’Italia.

La regolamentazione dei droni, fa infatti parte di un corpo di norme e regole che hanno valenza europea.

Drone con telecamera regole

La normativa attualmente in vigore, impone a tutti i piloti e possessori di un drone di registrare il proprio dispositivo in un sito apposito. Facendo qualche ricerca sul web, infatti, si possono scoprire delle regole apposite per chi ha un drone dotato di videocamera.

Il proprio dispositivo, va infatti registrato con assoluto e insindacabile obbligo, nel sito chiamato D-Flight.it. Il sito in questione, funge come una sorta di certificato di regolarità del drone in questione. Il punto principale, è proprio quello di sottoporsi alle regole.

Drone 300 grammi regole

Le regole riguardanti il drone da 300 grammi, sono state già approfondite in precedenza qualche paragrafo sopra. La classe A1, riguardante i droni C0, consente infatti di sorvolare i soggetti non consapevoli, pur sempre a patto che si mantenga una distanza corrispondente a circa 120 metri.

Le cosiddette persone non coinvolte, vedono infatti una questione piuttosto dibattuta. L’attuale insieme di regole, alla fine, ha permesso di sorvolare questa categoria di persone a venir sorvolate.

Questa questione, di conseguenza, è stata risolta con un accordo di comune interesse. Ovvero, valutare i permessi per classi e categorie.

Patentino drone regole

Per poter pilotare il proprio drone, bisogna avere per assoluto obbligo e necessità un attestato necessario per poter pilotare il proprio drone in tutta sicurezza.

Questo attestato, di rilascio generale, permette di guidare dispositivi e apparecchiature che arrivano fino ad un peso che corrisponde a circa 250 grammi totali.

L’esame si può svolgere da posizione remota, nel sito apposito che si occupa di certificare la regolarità dei piloti di drone o aspiranti tali. Il requisito principale, è quello di essere in possesso di una SpiD apposita. L’identità digitale, per chiarirci meglio.

L’esame è ovviamente a pagamento, ma la cifra da versare è del tutto irrisoria.

Regole privacy drone

Soprattutto per quanto concerne l’utilizzo dei droni in Italia, la questione della privacy ha un valore di assoluta caratura. Infatti, le attuali normative suggeriscono che non è possibile riprendere e mostrare il volto delle persone estranee.

Inoltre, non è possibile utilizzare il proprio drone in prossimità di edifici o ambienti di valore storico, come può essere per esempio il Colosseo. Questo, per ovvie ragioni di tutela dell’immagine altrui.

Insomma, guidare un drone è estremamente divertente, ma per poterlo fare occorre osservare tante normative, le quali sono tutte quante piuttosto specifiche.

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