Problemi psicologici da Instagram, giovani le vittime principali

Problemi psicologici da Instagram, giovani le vittime principali

Il mondo dei social network ha invaso le nostre vite. Dall’essere in principio solo un simpatico passatempo, si sono evoluti in tutt’altro. Ora sono al centro di tutto: informazione, marketing, pubblicità e intrattenimento. In alcuni casi il profilo sui social è una vera e propria estensione della nostra persona. Ciò, purtroppo, ha spesso risvolti negativi. Da qui infatti sorgono alcuni problemi psicologici come quelli originati da Instagram e dalla sua società dell’immagine. Le vittime più comuni di questi disturbi sono i più giovani.

Problemi psicologici da Instagram, i dati

Un’inchiesta del Wall Street Journal ha rivelato gli studi che la stessa società ha fatto sul proprio social network. L’argomento principale è come Instagram influenzi i più giovani, ovvero il 40% delle persone presenti sulla piattaforma. Quello che hanno scoperto è che il social è dannoso in particolar modo per le ragazze adolescenti che vivono con il disagio per il confronto tra la loro immagine e quelle delle coetanee. Il 32% delle adolescenti sarebbe vittima di questo problema. L’utilizzo di Instagram ha suscitato in molti soggetti ansia e depressione. Addirittura alcuni hanno manifestato pensieri suicidi. “La tendenza a condividere solo i momenti migliori e la pressione per apparire perfetti possono creare disturbi alimentari e depressione” concludono i documenti della società.

Il commento di Facebook

Facebook, che ha acquisito Instagram nel 2012, ha però sempre minimizzato. Mark Zuckerberg, in realtà ben consapevole degli studi riportati al paragrafo precedente, in pubblico ha sempre mentito. “L’utilizzo di applicazioni social che consentono di connettersi con altre persone può avere benefici per la salute mentale” dichiarò al Congresso degli Stati Uniti nel marzo scorso. Difficile pensare a dichiarazioni diverse. Infatti, il social delle foto è una vera e propria miniera d’oro e fa incassare al gruppo decine di miliardi di dollari ogni anno. Addirittura pare ci siano dei piani per la realizzazione di una nuova piattaforma dedicata solo ai bambini sotto i 13 anni.

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