Nervi tesi in Ducati: Dovizioso replica a Domenicali

Nervi tesi in Ducati: Dovizioso replica a Domenicali

«Non ho visto il tweet di Domenicali, ma non penso che sia una buona idea twittare da parte sua». Andrea Dovizioso replica così a Claudio Domenicali, il boss della Ducati che dopo il podio conquistato domenica scorsa da Pecco Bagnaia ha esaltato lo stile di guida del torinese, l’unico a sua detta capace di risolvere «la velocità in curva, dove spesso noi stiamo soffrendo». Come dice che la colpa del fatto che la Ducati “non gira” (lo diceva già Valentino Rossi…) sia del Dovi e del suo stile di guida non adeguato. Una frase greve e fuori luogo, specie se pronunciata da chi guida una Casa che sta lottando proprio con il forlivese per l’agognato titolo mondiale (uno solo conquistato, ormai nel lontanissimo 2007 con Casey Stoner). Anche se Domenicali è uso a queste uscite. Nel 2018 spinto Jorge Lorenzo all’addio dicendo che era un grande pilota ma non aveva ottenuto i risultati attesi. «Non solo un grande pilota, sono un campione» la replica del maiorchino, che subito dopo ha vinto due gare e firmato con la Honda.

Adesso è la volta del Dovi, che in Austria ha preso in mano il suo destino senza avere un futuro scritto (tutt’altro) troncando con la Ducati per sentirsi libero di gestire le proprie chance mondiali. Mossa che l’ha portato a vincere la prima gara sul Red Bull Ring, recuperare altri punti nella seconda e, domenica, nella prima a Misano, passare inaspettatamente in testa al campionato con 6 punti di vantaggio su Fabio Quartararo e la Yamaha. Posizione che il Dovi non vuole mollare e che sente più su dopo il test di martedì, quando sempre a Misano ha trovato (a sentirlo) la chiave per risolvere il rebus nuove Michelin-Desmo GP20. Nel frattempo però c’è da vincere «un Mondiale pazzo» (Andrea dixit), con 5 vincitori diversi e 4 al primo successo in MotoGP nelle prime 6 gare, ma soprattutto 9 piloti in appena 23 punti. Una situazione di equilibrio estremamente precario (come la nuove gomme Michelin…) che necessità massima concentrazione e zero errori. Per questo a correre ai ripari (e non è la prima volta, a dire il vero) ci pensa Gigi Dall’Igna, che prima del weekend bis a Misano, pista nettamente Yamaha, manda un messaggio a Dovizioso (e a tutta la Ducati, suo boss compreso): «Ci sono state incomprensioni tra di noi, ma siamo dei professionisti che hanno di fronte un obiettivo importante da raggiungere. Bisogna fare quest’ultima parte dell’anno trovando il massimo della collaborazione. Gli auguro di cuore di vincere il titolo, spero di aiutarlo a farcela».