Cosa vedere al Museo Egizio di Torino

Cosa vedere al Museo Egizio di Torino


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Se si ha voglia di intraprendere un viaggio nel tempo che tocca oltre 4mila anni di storia dell’Egitto, è bene visitare il Museo Egizio di Torino. Tra mummie, statue, sarcofagi, papiri e tantissimi altri reperti, il museo del capoluogo piemontese offre ai turisti di qualsiasi nazionalità un viaggio realmente a spasso nel tempo lungo i suoi oltre 2 chilometri di percorso che si snodano su 4 piani, più un quinto che solitamente è destinato alle mostre contemporanee.

Il Museo di Torino è considerato, per la quantità di reperti, il secondo più importante a livello mondiale subito dopo quello del Cairo, ma è il più antico perché venne costruito prima rispetto a quest’ultimo. Scopriamolo insieme.

Storia del Museo Egizio

La fondazione del Museo Egizio a Torino risale al lontano 1824. Fin da subito vennero esposti alcuni reperti acquistati da Re Carlo Felice. In seguito, all’incirca nella seconda metà dell’Ottocento, venne ampliato e nel 1832 le porte del Museo si spalancarono al pubblico.

Il Museo Egizio si arricchì tra il 1903 e 1937, quando circa 30mila reperti giunsero nel capoluogo piemontese, grazie a Ernesto Schiaparelli e, in seguito, anche a Giulio Farina che condussero delle campagne di scavo in Egitto.

Il Museo di Torino ha subito diversi interventi nel corso degli anni, tra le ristrutturazioni più rilevanti si annovera la ricomposizione del tempietto rupestre di Ellesija, di valore inestimabile perché donato direttamente dal Governo egiziano al Museo Egizio di Torino.

Data l’affluenza di visitatori provenienti da tutto il mondo, si è reso necessario destinare nuovi spazi espositivi per poter anche contenere il flusso di turisti che arrivava. Tra i rinnovi che hanno toccato il Museo Egizio, va ricordato quello del 2015, in cui è stato attentamente studiato e creato il percorso museale come lo conosciamo oggi. Vennero anche introdotti nuovi impianti, più sofisticati e all’avanguardia.

Cosa vedere al Museo piano per piano

Come detto poc’anzi, la visita al Museo Egizio di Torino si snoda su più piani, suddivisi con un criterio ben specifico. Al piano interrato ci sono la biglietteria, le toilette, le aule didattiche in cui viene raccontata la storia del Museo, per dare un quadro generale al turista di cosa lo aspetta.

Infatti, subito si presenta allo spettatore un lunghissimo papiro risalente all’epoca tolemaica (332-320 a.C.), ovvero il Libro dei Morti di Luefankh. È di estrema importanza perché è l’insieme di rotoli di papiro presenti all’interno di tombe aristocratiche, su cui sono iscritte le formule funerarie che servivano a guidare il defunto nel Regno dei Morti. Il susseguirsi dei geroglifici e la traduzione che viene fornita daranno la possibilità allo spettatore di immergersi totalmente nella Storia.

La visita è organizzata in ordine cronologico. Si prenderà un ascensore o si percorreranno le scale che portano fino al secondo piano. Il turista viene accolto da stele incise, statue ed enormi sarcofagi, non mancano di certo le mummie come quella trovata nella Tomba degli Ignoti. Tra gli innumerevoli ritrovamenti esposti si ricordano la Tomba di Iti e Neferu, magnifiche le enormi pitture parietali che vengono presentate; Mummia di Gebelein, risale al periodo predinastico ed è caratteristica perché collocata in posizione fetale, a corredo c’erano degli oggetti che presumibilmente sarebbero serviti nell’Aldilà.

Al primo piano ci sono i ritrovamenti di Deir el-Medina fino ad arrivare all’epoca romana tardo-antica. Si potrà visionare la Galleria dei Sarcofagi dove sono esposti, appunto, sarcofagi, tavole d’offerta, elementi architettonici ma soprattutto le imponenti statue monumentali che mostrano allo spettatore moderno i faraoni e le divinità più famosi dei tempi antichi. C’è anche la Papiroteca, ma la chicca del piano è la Tomba di Kha.

A piano terra, invece, si verrà accolti dalla Galleria dei Re. Questa sala è a dir poco spettacolare con le sue statue colossali. C’è anche il Tempio di Ellesija. Questo, come altri monumenti, era destinato ad una fine tragica ovvero quella di essere sommerso dalle acque del lago artificiale Nasser. L’Egitto, come già detto, decise di donarlo all’Italia come ringraziamento per l’enorme aiuto nella campagna dell’UNESCO volta proprio al salvataggio dei templi della Nubia.

Torino Museo Egizio consigli utili

Oltre a godersi appieno il viaggio alla scoperta di questa civiltà, altri consigli da segnalare riguardano innanzitutto la zona in cui è collocato il Museo di Torino. Infatti, è in una ZTL quindi non si potrà raggiungere con l’auto. Però, si potrà usufruire della metro o dell’autobus.

È bene sapere che all’interno dell’edificio sono presenti una caffetteria per ristorarsi, è possibile fare foto e video ma senza flash. Gli zaini è bene posizionarli sul davanti oppure riporli nel guardaroba. La durata è di circa due ore e bisognerà rispettare tutte le norme anti Covid.