Murales sul Lungotevere il significato dell’opera di Kentridge

Murales sul Lungotevere il significato dell’opera di Kentridge

Il Murales sul Lungotevere ad opera di William Kentridge a Roma è la sintesi magistrale della storia del Novecento della capitale. Essa rappresenta gli attimi e i momenti storici vissuti dalla citta passando per l’assassinio di Aldo Moro, la Dolce Vita, il bacio tra Marcello Mastroianni ed Anita Ebkberg ma anche il Ghetto Ebraico e la tragica sorte di Pier Paolo Pasolini.

Un’opera imponente ed importante per la Capitale

Questo murales ricercato anche dai turisti come il Kentrige del Tevere, è lungo mezzo chilometro (550 metri per l’esattezza) e si compone di ottanta figure che decorano il percorso tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini. Lo ha realizzato William Kentridge, artista sudafricano che ha regalato a Roma questa imponente opera a base di stencil senza vernice e che oggi appare danneggiata da ignoti.

Difatti il murales di Kentridge sia stato danneggiato da ignoti e che il gesto sia stato condannato in primis dal Campidoglio. Quest’opera sarebbe dovuta durare almeno sette anni per via dello smog che l’avrebbe presto ricoperta e, invece, qualcuno ha pensato di mettere fine all’opera molto prima.

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Il significato del Murale di Kentridge

Per i romani ed i turisti il murales ha avuto un forte impatto emotivo e sociale, motivo per cui apprendere la notizia del danneggiamento ha suscitato un grande dispiacimento collettivo. La notizia è stata infatti ripresa da tutti i media nazionali ed è stata l’occasione per tornare a parlare di questa opera e del suo affascinante significato.

Difatti essa racconta una narrazione storica del Novecento romano tramite le figure iconiche che hanno contribuito a renderlo così speciale da meritare un’opera d’arte. Il Murales di Kentridge di Roma si intitola “Triumphs and Laments” ed è stato inaugurato in occasione del Natale di Roma il 21 aprile scorso.

Rievoca personaggi, luoghi e fatti di importante valore storico per la capitale in forma di street art di tipo “site specific”. L’opera è stata promossa da Tevereterno Onlus, una no-profit a cura dell’architetto Luca Zevi per celebrare la ricorrenza della fondazione di Roma avvenuta nel 753 a.C, in una giornata che viene festeggiata come il Natale di Roma.

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La tecnica di produzione dell’opera

La produzione dell’opera è durata tre anni interminabili e laboriosi ma ha dato vita ad un’evocazione magistrale dei fatti storici che hanno caratterizzato la storia di Roma del Novecento. Tragedie, momenti di gioia e di vita romana figurano in questa opera gigante che oggi appare rovinata da ignoti.

Il murales del Lungotevere, così come è chiamato da tutti, è stato realizzato in stencil senza vernici. Praticamente è stata stampata sul muro con il solo utilizzo di una idropulitrice che ha impresso le sagome preventivamente intagliate su grandi stampi. Purtroppo è arrivata la mano umana di qualche teppista a rovinare l’opera e già si pensa a come eventualmente riparare o sistemare i danni apportati. Si tratta di un atto vandalico fine a sé stesso, che testimonia come a volte la noia e la mancanza di cultura verso i beni pubblici siano spesso motivo di fatti incresciosi e quasi inspiegabili.


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