Maradona: dal campo al grande schermo, un vita da film

Maradona: dal campo al grande schermo, un vita da film

Una vita da film, in tutti i sensi. Diego Armando Maradona ha ispirato registi e sceneggiatori, affascinati dal personaggio e dall’uomo, dalla vita controversa e dal talento. Partendo da Emir Kusturica e arrivando fino a Paolo Sorrentino, talmente influenzato nella vita dal calciatore da dedicargli l’Oscar per il miglior film straniero conquistato nel 2014 con “La grande bellezza”. Nei suoi film, però, Sorrentino l’ha citato solo una volta in “Youth”, nel 2015, nel quale lo ha immaginato ospite in una clinica in Svizzera, fuori forma ma ancora capace di prodezze con una pallina da tennis. Ma il regista sta lavorando a una nuova pellicola, che dovrebbe uscire su Netflix, proprio sulla storia della leggenda del calcio: “E’ stata la mano di dio”. Film, però, controverso, visto che lo stesso Maradona aveva minacciato di fare causa per l’utilizzo della sua immagine senza permesso.

“Maradona di Kusturica”

Poi c’è anche la pellicola appunto del regista bosniaco. Un film documentario presentato nel 2008 a Cannes e distribuito in tutto il mondo nel quale viene approfondita la vita del calciatore, visitando con lui i luoghi della sua vita: Buenos Aires, Napoli e Cuba. Il film ripercorre la parabola di Maradona, dalle umili origini all’esordio nell’Argentinos Juniors, i momenti alti (lo scudetto col Napoli, il Mondiale vinto con la Nazionale argentina) e quelli bassi (la positività ai Mondiali di calcio 1994 per efedrina), e ancora il declino inesorabile e la lenta risalita. La pellicola si sofferma anche sul Maradona uomo: la droga, la famiglia, il pensiero sul calcio di oggi e le idee politiche contro il sistema neo-liberista nordamericano.

E come dimenticare “Maradona – La mano de dios”, il film di Marco Risi del 2007, e il documentario “Diego Maradona” di Asif Kapadia del 2019. Ma c’è anche chi l’ha solo citato, come Marco Ponti in “Santa Maradona”: il titolo richiama la canzone dei Mano Negra che allude alla “mano Santa” del calciatore in grado di permettergli di segnare in una partita dell’Argentina contro l’Inghilterra al Mondiale del 1986. E le immagini di Maradona scorrono per tutti i titoli di testa.

Maradona non si è accontentato, e in qualche caso ha addirittura concesso dei camei. E’ il caso di “Tifosi” di Neri Parenti del 1999. Nell’episodio di Atalanta-Napoli il Pibe de Oro salva i protagonisti dai guai economici permettendo al loro usuraio di fare autografi e foto con lui e rivenderli.


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