L’inflazione frena a marzo con la gelata dell’energia, ma corrono gli alimentari

L’inflazione frena a marzo con la gelata dell’energia, ma corrono gli alimentari

A marzo, nel primo mese in cui l’emergenza Coronavirus ha fatto sentire il suo effetto sull’economia e i consumi, l’inflazione segna una nuova frenata. Un risultato che è il prodotto della gelata dei prezzi dell’energia che ha compensato la fiammata del comparto alimentare. Nel dettaglio a marzo in Italia l’inflazione si è attestata allo 0,1% su base annua, in calo rispetto allo 0,3% di febbraio, ma il cosiddetto carrello della spesa, ovvero il paniere che comprende i prodotti più consumati dalle famiglie, segna una crescita dell’1%, ben al di sopra della media complessiva dei prezzi.

«Nel difficile contesto dell’emergenza sanitaria, il rallentamento dell’inflazione si spiega con l’inversione di tendenza dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, e in particolare di quelli dei carburanti, e con la decelerazione dei prezzi dei servizi – sottolinea l’Istat nel pubblicare i dati -. Il rallentamento sarebbe stato più ampio se non si fosse verificata contestualmente l’accelerazione dei prezzi dei beni alimentari lavorati». L’inflazione al netto dei soli beni energetici rimane infatti stabile a +0,7%.

Preoccupata la lettura di questi dati dell’Unione consumatori. «Il rallentamento dell’inflazione sarebbe una bella notizia se il dato non fosse falsato dall’effetto Coronavirus – spiega il presidente Massimiliano Dona -. Il blocco degli acquisti e degli spostamenti, infatti, annulla qualunque effetto reale sulle tasche degli italiani. Il risparmio per la divisione trasporti è solo teorico, visto che non si può viaggiare. Le uniche voci che hanno conseguenze pratiche sono quelle dei prodotti alimentari e del carrello della spesa che, non a caso, registrano rialzi preoccupanti». Duna esemplifica in moto pratico il suo ragionamento così: «Per una coppia con due figli si tratta di un aumento del costo della vita di 84 euro per i soli acquisti alimentari, 97 per il carrello della spesa, per una coppia con un figlio sono 73 euro per gli alimentari e 86 euro per le compere quotidiane, per una famiglia media sono, rispettivamente, 61 e 71 euro».


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