Lavorare da freelancer in Italia: pro e contro

Lavorare da freelancer in Italia: pro e contro
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Lavorare da freelancer, guida ufficiale

Lavorare da freelancer in un Paese come l’Italia, ha dei pro e dei contro ai quali non si può proprio sfuggire in alcun modo. Avere a che fare con universo, con il settore dei freelancer, infatti, si può rivelare come un vero e proprio punto complicato. Subentrano in gioco dei discorsi quali tasse, retribuzioni, e tariffari di vario genere. I freelancer a loro modo, sono infatti dei liberi professionisti i quali rilasciano dei servizi a delle aziende che appartengono allo stesso settore oppure ad un settore totalmente diverso.

Sicuramente la maggior parte dei siti in circolazione si esprimono citando la flessibilità e la libertà di orario come uno dei punti di favore principali. Tuttavia, nel corso di questo lungo e corposo articolo scopriremo come questo non è affatto così.

Freelancer chi è

Prima di procedere con la disamina di questo articolo, cercheremo di dare una definizione completa ed esaustiva su chi siano i freelancer. Come anticipato nello scorso paragrafo, infatti, i freelancer sono dei liberi professionisti che si occupano di rilasciare i servizi o consulenze ad aziende e liberi professionisti appartenenti ad un settore uguale o presso anche diverso da loro.

Un libero professionista, non avendo degli orari fissi né tantomeno una tariffa fissa, varia molto le sue prestazioni, così come il suo relativo compenso. Naturalmente ogni libero professionista che si rispetti è anche soggetto a delle tasse da pagare, dunque ad uno status di partita IVA che in effetti gli conferisce una certa libertà.

Tutto questo benché, come vedremo a breve, l’Italia non sia propriamente il paese più accogliente per coloro che hanno è. Svolgono questo tipo di attività nel quotidiano.

Lavorare da freelancer in Italia, come farlo?

Per poter lavorare da freelancer in Italia come si può facilmente intuire, ci sono vari metodi a varie tipologie diverse. Una di queste è sicuramente quella di rivolgersi ai portali appositi. Tuttavia bisogna fare attenzione al fatto che alcune aziende non siano esageratamente propense ad assumere dei collaboratori esterni.

Il che impone per forza che si abbia un vincolo dipendente, dunque con tariffe e con orari che vengono stabiliti proprio da coloro che assume i freelancer. Sicuramente ponendo l’attenzione su quelli che sono i vincoli da dipendenti, possiamo sostenere come i freelance siano messi a dura prova da queste condizioni. La quale purtroppo è una condizione che si riversa spesso e volentieri in un paese come l’Italia, dove oltretutto la pressione fiscale raggiunge dei massimi storici particolarmente rilevanti.

Lavorare da freelancer, pro e contro

I principali punti di vantaggio che ci sono per chi lavora da freelancer, sono sicuramente la flessibilità oraria e la libertà di pagamento. Infatti, in quanto liberi professionisti, ogni individuo di tale categoria può fare la sua tariffa sia oraria che monetaria, facendo sì che le aziende si adeguano o meno alle loro esigenze. Nonostante questo, uno dei contro principali è anche il fatto che spesso e volentieri questa figura non viene capita al meglio delle aspettative.

Oltretutto, complice anche una pressione fiscale esageratamente alta, non sempre conviene fare il freelancer a seconda dell’attività, ma piuttosto risulta essere molto più conveniente appoggiarsi ad un’azienda che sia solida e stabile allo stesso tempo. La cosa certa è che effettivamente fare il freelance può essere anche un’attività remunerativa. A seconda del settore di riferimento, ovviamente.

Se per esempio ci si trova all’interno di un’altra e propria bolla di mercato. Ed è anche naturale che si avrà anche un numero di clienti tale da poter vivere bene con le proprie aspettative, che possono anche essere piuttosto alte, diversamente in un settore inflazionato sarà molto difficile emergere con l’ausilio delle proprie sole competenze.

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