La morte di Messina, ciclista olimpionico

La morte di Messina, ciclista olimpionico

Venerdì 9 gennaio, proprio all’inizio del 2020 e pochi giorni aver compiuto novant’anni, a Torino è morto Guido Messina, il più grande corridore nell’inseguimento su pista che l’Italia abbia mai avuto.

Siciliano di Monreale, aveva abbracciato presto lo sport della bicicletta e in particolare le gare su pista, allora molto popolari. A 21 anni soltanto era diventato campione olimpionico a Helsinki 1952 nell’inseguimento a squadre con Morettini, Campana e De Rossi.

Si era trasferito poi a Torino, e divenuto professionista aveva vinto per tre volte consecutive il titolo mondiale dell’inseguimento. Memorabile una sua sfida vittoriosa, sempre in pista, con il grande Fausto Coppi.

Nelle gare su strada non era altrettanto bravo. Indossò nel 1955 per un giorno la Maglia Rosa del Giro d’Italia. Per vent’anni, dopo l’attività, aveva fatto da maestro ai giovani ciclisti ed era stato presidente del Comitato Regionale Piemontese del ciclismo.


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