Il mondo dell’atletica in lutto: il Coronavirus uccide Donato Sabia

Il mondo dell’atletica in lutto: il Coronavirus uccide Donato Sabia

Lutto nel mondo dell’atletica leggera italiana. A Potenza è morto Donato Sabia, campione del mezzofondo azzurro degli anni Ottanta, che recentemente era tornato alla ribalta del suo vecchio mondo per aver presieduto il Comitato Regionale Fidal della Basilicata. Sabia, due volte finalista ai Giochi Olimpici negli 800 (Los Angeles 1984 e Seul 1988), nonché medsglia d’oro ai campionati europei indoor della distanza a Goteborg nel 1984, ha perso la vita a pochi giorni dal padre, entrambi per l’infezione da Coronavirus. Aveva soltanto 56 anni.

«Una tragedia nella tragedia. Donato era una persona a cui non potevi non voler bene» lo piange Alfio Giomi, presidente della federatletica italiana, colpita duramente dalla perdita. Talento straordinario, ma soprattutto persona d’animo gentile, a piangere Sabia sono in molti. A partire dagli ex compagni di pista. «Sei stato uno dei più forti atleti che io abbia conosciuto, ma anche quello meno fortunato. La vita non è stata generosa mai con te, ma tu eri sempre sorridente, pronto a ripartire da zero e stupire tutti. Questa volta ci hai fregato e ci lasci attoniti e soli. Ti voglio bene, Amico mio» le toccanti parole di Stefano Mei, anche lui ex campione del mezzofondo.

Ma a ricordare Sabia si è mossa anche la politica. «Donato è stato un grande italiano – afferma il ministro dello sport Vincenzo Spadafora -. Uno sportivo vero, un campione che si è messo al servizio dello sport con le sue competenze e capacità. Non ti dimenticheremo».


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