Il golf perde i tornei mito, rischia anche la Ryder di Roma

Il golf perde i tornei mito, rischia anche la Ryder di Roma

Tempi bui per anche per gli sport “verdi” e la Gran Bretagna. A pochi giorni dalla cancellazione del torneo di Wimbledon e in quello del ricovero in terapia intensiva del premier Boris Johnson, arriva anche l’annullamento di un altro Slam che si disputa su leggendari prati. Stavolta nel golf. Parliamo dell’Open Championship, la cui 149ª edizione avrebbe dovuto disputarsi dal 16 al 19 luglio al Royal St George’s Golf Club, nel Kent. Si tratta del primo stop del torneo dopo la Seconda Guerra Mondiale e di un duro colpo per il mondo dei green, già alle prese con i rinvii (per ora non cancellazioni) dell’Augusta Masters (doveva svolgersi dal 9 aprile in Georgia) e del PGA Championship, in programma dal 14 al 17 maggio a San Francisco.

       Tutto questo ha ripercussioni anche sulla Ryder Cup, l’attesissimo confronto biennale tra Usa ed Europa in calendario dall’11 al 18 luglio nel Winsconsin. E per effetto a cascata rischia anche Roma 2022. Lo spiega Gian Paolo Montali, che dirige il comitato organizzatori italiano. «La deadline è a maggio, quando devono iniziare lavori per le infrastrutture – afferma l’ex ct del volley a Radio 24 -. In America c’è volontà di farla giocare a fine settembre se la situazione sarà risolta, ma esiste la possibilità di spostarla nel 2021 e conseguentemente anche la nostra slitterebbe al 2023». Una situazkione che riporta il mondo al 2001, quando il torneo a squadre avrebbe dovuto giocarsi in Inghilterra venti giorni giorni dopo l’attacco terroristico alle Torri Gemelle di New York. Fu spostata al 2002.


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