Il Concertone del Primo Maggio: Ambra si commuove, Vasco soffre, la Nannini emoziona sui tetti di Milano

Il Concertone del Primo Maggio: Ambra si commuove, Vasco soffre, la Nannini emoziona sui tetti di Milano

Il trentennale del Concertone del Primo Maggio raccoglie il meglio della musica italiana (e non solo) nonostante manchi la Piazza, le migliaia di persone che ogni anno affollano San Giovanni a Roma per divertirsi nel segno della giornata dei lavoratori. Unica presente, in uno struggente tramonto, Ambra Angiolini che conduce l’evento e che si commuove. «Non si tratterà di una festa quest’anno – le sue parole – perché ci siamo accorti che tanti operatori sanitari non hanno lavorato con la giusta tutela, ci siamo accorti che è partita la campagna elettorale immediatamente, e di come le falle siano state coperte dai risparmi della gente comune, quella stessa gente che ora sta rischiando il lavoro, ci siamo accorti che troppo dire fa male, soprattutto se confuso. Ma ci facciamo un applauso perché ci siamo accorti tutti di quanta forza siamo capaci. Tutti abbiamo bisogno di ripartire non possiamo fare a meno del lavoro, dei diritti e delle tutele. Siamo in Piazza per proteggere quelli che non ci stanno, le domande sono le uniche certezze che abbiamo. Lasciamo la piazza con la volontà di tornarci il prossimo anno con musica e risposte».

Poi il Concertone inizia tra performance live ed esibizioni registrate in varie piazze d’Italia, vuote. Ad aprirlo Vasco Rossi, che non canta: «Sono qui per abbracciarvi tutti virtualmente, per colpa di questo distanziamento sociale che è una formula brutta perché fa pensare al disgregarsi sociale. Non possiamo festeggiare tutti insieme e così sono qui per un saluto e spero di abbracciarvi presto fisicamente» dice mentre scorrono le immagini dei suoi concerti oceanici. L’emozione arriva dalla Terrazza Martini di Milano, dove Gianna Nannini canta “Notti senza cuore”, sullo sfondo il Duomo e i palazzi della città più ferita dal Coronavirus. La rockstar toscana al piano compone un medley di suoi successi, fino a “Sei nell’anima”, quindi si abbraccia, coinvolgendo tutta Milano.

A Roma, nella sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, si esibiscono Alex Britti e Francesco Gabbani. A Bologna, in una piazza Maggiore deserta, suonano le campane di San Petronio e Lo Stato sociale canta la sua “Una vita in vacanza”. Zucchero si collega live dalla sua casa e regala un tributo a Freddie Mercury. Si torna a Roma per Paola Turci e Francesca Michielin. A Napoli si esibiscono i fratelli Edoardo ed Eugenio Bennato con “L’Isola che non c’è” e “La realtà non può essere questa”, il brano che hanno scritto insieme e i cui proventi hanno devoluto all’Azienda Ospedaliera dei Colli. Irene Grandi da Firenze canta la sanremese “Finalmente”, Tosca rivisita “Bella Ciao”.

Il tocco internazionale arriva anche da Patti Smith, che con un video registrato col cellullare insieme alla figlia Jesse al piano, canta “Grateful” e manda un caldo saluto al nostro Paese, e da Sting che dal suo studio di Londra utilizza la tipica ironia british con “Don’t stand so close to me” (Non starmi così vicino) e in italiano dice: «Vorrei celebrare tutti i lavoratori, i guidatori di bus e treni, i fattorini e i postini, i maestri di scuola e specialmente gli infermieri e i medici bravissimi tutti».