“La Regina abbandonata”, una villa misteriosa

“La Regina abbandonata”, una villa misteriosa


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Il lago Maggiore ospita moltissime meraviglie, i suoi palazzi sontuosi sono tra i più famosi al mondo. Villa Poss, a Verbania, una delle residenze più gloriose nel 1800, dopo aver ricevuto negli anni il soprannome di “Regina delle ville del Lago Maggiore” oggi giace abbandonata e diroccata. Cosa è successo?

La storia della “Regina delle ville del Lago Maggiore”

Villa Poss edificata nel 1812 sulle rovine di un antico forte fu subito soprannominata “la Regina delle ville del lago” a conferma della sua infinita bellezza. Il Palazzo, con la sua architettura a torre centrale, richiamava quella che era l’architettura classica dei castelli dell’epoca, circondato da magnifici giardini all’inglese.

Il marchese Luigi Caccia-Piatti di Novara acquistò un terreno a fine Settecento e la villa venne costruita in varie fasi nel corso dell’Ottocento, mantenendo però la sua caratteristica torre in stile medievale, grazie alla quale si guadagnò il titolo di “Villa della Torre” oltre a quello di “Regina del lago”. La villa era circondata da un parco di 60000 mq e includeva scuderie, serre ricche di specie rare, gazebo, cascate e fontane.

Il primo restauro

A questo punto la villa passa alla famiglia Balabio che ultimò i lavori, per poi passare al Conte Casanova di Vercelli, nipote del Vescovo di Novara e poi a Giuseppe Frova, un industriale di Milano nel settore cotoniero.

Nel 1810 la villa passa a Giuseppe Prina, ministero della Finanza del Regno Italico, che diede inizio ad un restauro rimasto purtroppo incompleto a causa della sua morte nel 1814 a Milano, trucidato da una folla inferocita che saccheggiò casa e lo uccise gettandolo dalla finestra.

Nel 1856 la villa passa al Principe Giuseppe Poniatowski, consanguineo del  Re di Polonia e famoso patrizio di Firenze, con il titolo di Principe di Monterotondo.

Nei due anni successivi vennero apportate diverse migliorie: la villa venne dotata di acqua potabile e il giardino venne ristrutturato e abbellito con l’aggiunta di alcune bellissime fontane.

Purtroppo i molti debiti accumulati dal Principe Polacco lo portano alla definitiva espropriazione della villa che fu acquistata nel 1867 da Carlo Franzosini, un commerciante di Intragna. In quel periodo venne costruita la scuderia verso la strada principale, ma il mantenimento di tutta la proprietà si rivelò davvero gravoso a causa della necessità di investimenti continui. Inoltre il tenore di vita della moglie, la Contessa Delfina Spitaleri, rese impossibile per il Franzosini continuare a vivere nella villa che fu ceduta per trecentomilalire al Conte Adalberto Barbò di Milano. Infine nel 1923 la villa andò al figlio Alessandro Poss, Conte di Verbania, da cui deriva il nome effettivo della villa.

Nel 1956 il Conte muore e la proprietà passa ai figli che però non rescono a sostenere i costi della struttura. L’inizio del deterioramento è ormai visibile ai giorni nostri.

Circa quarant’anni fa la villa viene acquistata da Paolo Zanni, un imprenditore comasco ormai novantenne: tra i suoi ricordi più belli vi è il momento in cui  la villa venne utilizzata come location in diversi film di Charles Aznavour.

Photo by juzaphoto.com/Roby_bu

Lo stato attuale

Purtroppo la villa oggi è fortemente in degrado, a causa di una tromba d’aria che nel 2012 ha danneggiato la facciata e i giardini. Successivamente è stata saccheggiata da vandali e ladri che hanno rubato molti oggetti e arredi. Oggi della villa “Regina del lago Maggiore “non restano che rovine e muri crollati, e non vi è più nulla a ricordo dei suoi momenti gloriosi.

L’intero complesso comprendente villa e il suo enorme parco è sottoposto a vincolo monumentale. Anni fa sono stati presentati diversi progetti di riqualificazione ma al momento non sono stati attuati. La villa è ancora in vendita ma.. purtroppo dimenticata da tutti.  Eppure, questo luogo con una magnifica vista sul Lago Maggiore e con 300 anni di storia e cultura alle spalle non merita di essere dimenticato. Di certo è un posto da visitare, sia per il valore storico sia per la sua bellezza che ancora si può immaginare guardandola.