Covid, a scuola e sulle piste da sci solo a gennaio

Covid, a scuola e sulle piste da sci solo a gennaio

Si avvicina il prossimo Dpcm per arginare la pandemia da Covid e il governo conferma che della riapertura delle scuole e degli impianti si potrà parlare soltanto dopo le feste di Natale. A questo proposito si sta valutando la chiusura delle frontiere per evitare così la concorrenza degli Stati europei che invece vogliono permettere le vacanze sulla neve.

«La sicurezza delle persone e la salute vengono prima di tutto – spiega ha spigato il ministro Boccia ai governatori delle Regioni -. Dobbiamo chiudere questa seconda ondata evitando la terza e mantenendo la convivenza con il virus con il massimo della sicurezza. Anche in Germania si è scelta la linea della massima prudenza, nella consapevolezza che davanti a noi ci sono mesi invernali difficili. E questo vale fino a marzo».

Covid e scuola una questione difficile

Altro punto all’ordine del giorno caldo la scuola. «Le regioni unanimamente hanno ritenuto di suggerire al Governo di procrastinare al 7 gennaio ogni riapertura della didattica in presenza per chi è ancora oggi in didattica a distanza – spiega il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti -. Riaprire ora sarebbe una mossa inopportuna, soprattutto alla vigilia della pausa festiva delle scuole e in assenza di un programma di scaglionamento degli ingressi e in assenza di un servizio pubblico che oggi prevede capienza al 50% e andrebbe ritoccata».

Ancora aperta sul tavolo la questione Natale. Sugli orari di apertura delle attività commerciali per lo shopping dei regali e di quelle di ristorazione, ma anche sugli spostamenti tra regioni per raggiungere i parenti l’orientamento prevalente del governo sarebbe rigoroso, con il divieto totale, a prescindere dalle colorazioni. Il nuovo Dpcm sulle misure anti contagio dovrebbe confermare l’impianto del decreto attuale, con la divisione delle Regioni in tre fasce, e introdurre specifiche restrizioni per il Natale.


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