Coronavirus: Il Barcellona di Messi dice no al taglio degli ingaggi

Coronavirus: Il Barcellona di Messi dice no al taglio degli ingaggi

Il mondo rischia di cadere in ginocchio per la pandemia da Coronavirus, che sta colpendo anche e soprattutto l’economia e le tasche della gente, e il mondo del calcio discute sugli stipendi. Con tutti i campionati e le manifestazioni ferme per l’emergenza sanitaria, si è aperto il dibattito sul taglio degli stipendi dei calciatori. Emolumenti milionari, cifre da brividi. Le società hanno cominciato a sondare la situazione, specie con i Top Players multimilionari. E se alla Juventus, dove c’è un monte ingaggi di oltre 250 milioni l’anno, capitan Giorgio Chiellini ha lanciato alcune proposte di auto-contenimento, che pare abbiano anche raccolto il sì di cristiano Ronaldo, al Barcellona i giocatori hanno rifiutato la proposta di decurtazione dell’ingaggio di circa il 50% durante il periodo in cui dureranno le misure restrittive legate al virus. A guidare il fronte del secco no la commissione sindacale interna, composta da Messi, Piqué, Busquets e Sergi Roberto. Una posizione per altro condivisa dall’Assocalciatori spagnola.

La riduzione degli stipendi, in alcuni casi proposti dalle stesse squadre per aiutare i dipendenti, sono già realtà in Germania e Francia. In Bundesliga inoltre i quattro club più ricchi, ovvero Bayern, Borussia Dortmund, Lipsia e Bayer Leverkusen, hanno dato un contributo di 20 milioni di euro per aiutare i club con maggiori difficoltà economiche. In Inghilterra l’esempio arriva dal Leeds, la squadra guidata di Bielsa leader della seconda divisione inglese: squadra, staff tecnico e dirigenti hanno deciso di tagliarsi una parte dello stipendio per garantire il pagamento regolare dei salari ai 272 dipendenti del personale non calcistico.


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