Calcio, l’allarme di Agnelli: «Club in crisi, 4 miliardi di perdite»

Calcio, l’allarme di Agnelli: «Club in crisi, 4 miliardi di perdite»

Quattro miliardi di ricavi in meno nei prossimi due anni, con molti club che rischiano la crisi per colpa della pandemia da Coronavirus. È l’allarme lanciato da Andrea Agnelli nelle vesti di presidente dell’ECA, l’associazione che riunisce i principali club calcistici europei. Nel discorso introduttivo per la 24ª assemblea generale ECA, che si è svolta in videoconferenza, il presidente della Juventus ha sottolineato i gravi danni causati dallo stop dei campionati la scorsa primavera e le difficoltà per una ripresa molto più complicata del previsto. «La crisi non è ancora finita. Se siamo uniti, il calcio vincerà» ha esordito Agnelli, sottolineando come l’interruzione della Champions League e dell’Europa League ha prodotto 575 milioni di euro di ricavi in meno dai diritti televisivi, con un danno (comprese sponsorizzazioni e premi) di oltre 3 miliardi.
Agnelli ha ricordato come i club stanno ancora provando a uscire dalla crisi. Il problema principale è la mancata riapertura degli stadi. «Non è solo l’atmosfera che lo sport genera, è anche il completo annullamento di una fonte di entrate molto importante» ha ricordato Agnelli, prevedendo un calo dei ricavi quando verranno rinnovati gli accordi commerciali come le sponsorizzazioni sulle maglie. Il presidente della Juventus è tornato al tema a lui caro di riforma delle competizioni continentali per dare ai club maggiore certezza sui ricavi.
Oggi intanto a Milano è in programma una importante assemblea della Lega Serie A, nella quale si affronteranno due questioni caldissime in vista della ripresa del campionato in programma il 19-20 settembre: la riapertura degli stadi e la valutazione delle offerte ricevute da una serie di fondi di investimento, interessati a collaborare con la confindustria del pallone soprattutto nella commercializzazione dei diritti tv. C’è poi chi, come il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, punta alla creazione di un Canale di Lega.


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