Calcio: la pressione da Juve fa deragliare il “postino” Sarri

Calcio: la pressione da Juve fa deragliare il “postino” Sarri

Maurizio Sarri non è mai stato uno da etichetta, si sa, ma adesso l’ha combinata grossa. Cercando di scacciare l’aria da crisi dopo la sconfitta contro il Verona (la terza della stagione in campionato) che ha rilanciato le ambizioni scudetto dell’Inter di Antonio Conte, il tecnico toscano ha scatenato una polemica su uno dei temi più classici in Italia: il lavoro degli statali (o quasi). Roba da Fantozzi. Tutta colpa di una battuta (evidentemente mal riuscita) fatta nella conferenza stampa alla vigilia della semifinale d’andata di Coppa Italia contro il Milan. <Se non volevo essere sotto esame facevo domanda alle Poste, il nostro lavoro è così. Soprattutto alla Juventus> ha buttato lì Sarri scatenando le proteste dei vertici dell’azienda ex Statale.

Da quanto (la scorsa primavera) è diventato allenatore della squadra più titolata e tifata d’Italia, l’allenatore toscano ha dovuto nell’ordine abbandonare la tradizionale tenuta in tuta per indossare giacca e cravatta (piano piano si è però arrivati a una via di mezzo), nascondere il più possibile il suo tabagismo (anche perché ha avuto una grave polmonite prima dell’inizio della stagione) e soprattutto cercare di contenere la sua lingua tagliente e ammorbidire il suo credo calcistico per integrarsi nella realtà del risultato a tutti i costi richiesta alla Juve.

Il risultato evidentemente non è ancora quello sperato, da entrambe le parti. Anche perché la gestione di Cristiano Ronaldo e del resto della squadra è sempre più complessa per Sarri e sembra che (a dispetto dalle dichiarazioni pubbliche) il presidente Andrea Agnelli abbia pensato a un cambio in corsa, richiamando quel Massimiliano Allegri mandato via ma ancora sotto contratto fino a giugno. Per ora, e come sempre nella tradizione Juve, la palla (in tutti i sensi) è tornata in mano ai senatori dello spogliatoio: da Buffon, Chiellini e Bonucci dipenderà il futuro di Sarri, il quale (questo sì è sicuro) se andasse male a Torino non troverà di certo un posto alle Poste.


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