Zanardi lascia Milano: trasferito vicino a casa

Zanardi lascia Milano: trasferito vicino a casa

«L’Ospedale San Raffaele informa che Alex Zanardi è stato trasferito presso l’ospedale di Padova». Con queste parole, scritte in una nota diffusa dalla struttura milanese dove era stato trasferito il 24 luglio scorso, si interrompe un lungo silenzio che avvolgeva la sorte del campione del motorsport e paraolimpico dopo il terribile incidente in pista del 2001. «Il paziente – spiegano dall’ospedale milanese – ha raggiunto una condizione fisica e neurologica di generale stabilità che ha consentito il trasferimento ad altra struttura ospedaliera dotata di tutte le specialità cliniche necessarie e il conseguente avvicinamento al domicilio familiare».

Zanardi, l’incidente e l’inizio del coma

Zanardi, che è bolognese ma vive nei pressi di Padova, è alle prese con le conseguenze di una latro drammatico incidente, quello subito il 19 giugno scorso mentre partecipava con la sua handbike a una staffetta benefica vicino a Siena. Alex, che secondo i periti ha perso in discesa il controllo del suo mezzo ed è finito contro un camion che arrivava in direzione opposta nell’altra carreggiata (la strada non era chiusa), era stato trasportato d’urgenza, operato più volte e ricoverato fino al 21 luglio nell’ospedale della città toscana, per poi essere trasferito a Villa Beretta, struttura specializzata in riabilitazione nel Lecchese.

Tre giorni però si è reso necessario un nuovo trasferimento, questa volta al San Raffaele, dove è arrivato «in condizioni di grave instabilità neurologica e sistemica». Nel centro d’avanguardia milanese il 54enne – prosegue la nota – «ha affrontato dapprima un periodo di rianimazione intensiva, quindi un percorso chirurgico, in primo luogo per risolvere le complicanze tardive dovute al trauma primitivo e in seguito per la ricostruzione facciale e cranica. Negli ultimi due mesi, ha potuto intraprendere anche un percorso di riabilitazione fisica e cognitiva». Sembra che Zanardi riesca a comunicare con gli occhi. «Ad Alex e alla sua famiglia un futuro di progressivo miglioramento clinico» la conclusione dei medici che l’hanno assistito e curato a Milano.


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