Vaccino agli amici, interdetto medico di Cosenza

Vaccino agli amici, interdetto medico di Cosenza

Un medico dell’Azienda sanitaria di Cosenza in servizio, direttore sanitario dello Spoke Ospedaliero di Cetraro-Paola, è indagato dalla Procura di Paola per avere somministrato indebitamente il vaccino anti Covid-19 a suoi amici e per aver sottoposto illegittimamente soggetti a lui vicini a tamponi per l’individuazione del virus nelle strutture che dirige.

Si chiama Vincenzo Cesareo ed è stato interdetto dalla professione medica per un anno su disposizione del Gip di Paola. «Venite che vi faccio fare tamponi pure a cani e gatti» una delle frasi intercettate dai carabinieri del Nas di Cosenza, che gli hanno notificato il provvedimento, firmato appunto dal giudice per le indagini preliminari non solo per aver fatto effettuare tamponi e vaccini a conoscenti bypassando procedure e tempistiche, ma anche perché si sarebbe appropriato di presidi medici ospedalieri che poi dispensava a conoscenti.

Vaccino agli amici, incurante dei criteri nazionali

Grave soprattutto la somministrazione del vaccino Pfizer-Biontech ad amici e conoscenti, incurante dei rigidi criteri stabiliti a livello nazionale. Per questo motivo il procuratore Pierpaolo Bruni aveva chiesto l’arresto del dirigente medico, ma il Gip ha stabilito una misura meno pesante: l’interdizione per un anno dalla professione.

Ad aggravare la posizione di Cesareo, che è stato anche consigliere regionale della Calabria in diversi partiti, passando incurante dal centro-destra al centrosinistra, e che nel 2006 si era anche candidato alla Camera dei deputati, il fatto che utilizzasse l’auto aziendale per scopi privati. Tutto provato da intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché da servizi di osservazione e pedinamento, nell’ambito di una inchiesta partita già la scorsa primavera.


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