L’allarme di artigiani e piccole imprese: 1 milione di posti di lavoro in meno nel 2020

L’allarme di artigiani e piccole imprese: 1 milione di posti di lavoro in meno nel 2020

Un milione senza lavoro, ecco la conseguenza della pandemia da Coronavirus. L’allarme è lanciato dalla Cgia di Mestre, l’Associazione degli artigiani e delle piccole imprese, che elaborando l’indagine prodotta dalla Banca d’Italia con Iseco a metà marzo stima che ci siano 969.000 posti di lavoro a rischio. Un crollo verticale, che porterebbe la riduzione dei lavoratori potenzialmente impegnati 8 ore al giorno a 2.370.000, una cifra che farebbe scendere il monte complessivo degli occupati in Italia sotto quota 22 milioni. Un dato clamoroso, mai così basso da 25 anni.

Per l’Ufficio studi della Cgia la categoria maggiormente a rischio in questa emergenza è quella dei lavoratori delle piccole imprese, sia autonomi che dipendenti. Le piccole imprese con meno di 50 addetti registreranno la più forte contrazione di fatturato (-29%), mentre la contrazione di quelle con più di 500 addetti sarà pari al 18%.

Il settore più colpito da questa crisi, e quindi la categoria di lavoratori più a rischio, è quello dei servizi. In particolare modo quelli legati al piccolo commercio. Ma sono attese forti emorragie di addetti anche in alberghi e ristorazione. Il calo più significativo potrebbe manifestarsi nel tessile, ma anche abbigliamento, calzature e metalmeccanica soffriranno.

E non basta. C’è un altro allarme: in Italia l’80% dei dipendenti del settore privato ha il contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto. Si parla di 12,6 milioni di operai e impiegati che aspettano un rinnovo. Ma a causa della recessione economica dovuta al lockdown da Coronavirus rischia di slittare anche quest’anno. Il che significa stipendi fermi e ulteriore crollo dei consumi.