Il dramma dei parrucchieri: «Per noi solo i debiti, la fame o il suicidio»

Il dramma dei parrucchieri: «Per noi solo i debiti, la fame o il suicidio»

Dall’ironia al dramma. Dopo le critiche un po’ burlesche sui social all’annuncio del Premier Giuseppe Conte di riapertura anche del comparto parrucchieri-estetisti per il 1° giugno, non tenendo conto che è lunedì (storico giorno di chiusura della categoria) e che martedì 2 è festivo, ecco quelle con il cuore in mano di chi sta vivendo un lockdown pesantissimo. A parlare ai microfoni della trasmissione “Cosa succede in città” condotta da Emanuela Valente su Radio Cusano Campus è Salvatore Castelluccio, il parrucchiere napoletano salito alla ribalta per aver denunciato le estorsioni della Camorra. «Ho chiuso l’attività a Napoli e tuttora vivo sotto scorta, dopo cinque anni dalla mia denuncia – ha affermato Castelluccio -. Ho ricominciato l’attività a Sorrento e dopo due mesi così non credevo che dovessimo aspettare giugno per la riapertura. A noi parrucchieri lo Stato di fatto ha dato tre opzioni: indebitarci, fare la fame o suicidarci».

       Il discorso del parrucchiere non è solo populista, ma affronta alcuni problemi precisi. «Stare tre-quattro mesi mesi chiusi significa poi riaprire un negozio con i debiti – il ragionamento di Castelluccio -. Noi ci siamo già attrezzati per riaprire. Non capisco che non riaprano i parrucchieri e circolino i mezzi pubblici con decine di persone, poi ci sono tutti i negozi di alimentari, i fruttivendoli dove ci sono le file e non si rispettano le distanze di sicurezza e non ci sono le mascherine. Io per tre mesi d’affitto dovrei pagare quattro mila euro e lo Stato ci manda per marzo solo seicento euro. Loro spendono tutti questi soldi, hanno preso questo scienziato Colao che fa le regole, ma secondo me non va bene perché ci vuole un addetto del settore. Uno come Colao che ne sa dei parrucchieri, dei salumieri? Il problema è che Conte non è un imprenditore, ragiona in un altro modo, secondo me deve tornare a fare l’avvocato. Noi parrucchieri ci stiamo organizzando per fare una rivolta perché non si può andare avanti così. Avevo fatto la richiesta per i 25mila euro, l’ho fatta bloccare dal commercialista perché se io faccio questo prestito non so se lo posso pagare o meno e magari mi ritrovo pure come cattivo pagatore».