Faglie in Italia: quali sono e dove si trovano

Faglie in Italia: quali sono e dove si trovano


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Le faglie in Italia, hanno una collocazione ben precisa in ogni tipo di area geografica. Conoscerle, ci permette di studiarle meglio. Come possiamo intuire, in circolazione e ovunque nel mondo, esistono migliaia di faglie attive. A loro volta, sono dunque studiate da degli esperti per cercare di delinearne una tendenza particolare. Ma naturalmente, è un argomento particolarmente insidioso da affrontare.

La particolarità di questo fenomeno naturale, è che a loro volta possono dare origine a dei terremoti. A seconda della dimensione di esse, i terremoti derivanti da questo fenomeno possono essere particolarmente violenti. L’Italia, a sua volta, è attraversata da delle fraglie che risultano essere di ingenti dimensioni. Alcune mappe che sono presenti sul web in pianta stabile, sono in grado di evidenziare agevolmente la loro collocazione ben precisa.

Ma ovviamente, come è capitato di specificare, questa è un’azione fortemente sconsigliata a coloro che non sono degli esperti in materia. Benché guardare sia ovviamente concesso, trarre delle conclusioni dai seguenti grafici potrebbe risultare un compito estremamente complesso.

Le suddette fraglie, ad ogni modo, hanno causato in passato dei fenomeni sismici particolarmente ostici da affrontare. Il che rende questo discorso molto più complesso di ciò che sembra. Ma questo articolo, si spera, sarà in grado di fornire le giuste informazioni a riguardo.

Faglie in Italia, cosa possono causare?

Le faglie in Italia, rappresentano un vero e proprio problema per il quale è lecito avere un po’ di timore. Buona parte di queste calamità, si trovano proprio nelle aree più centrali d’Italia, che tra l’altro sono proprio le aree nelle quali il rischio sismico è decisamente più alto. Infatti, possono causare dei terremoti la cui forza potrebbe essere piuttosto difficile da arginare.

Se poi si va ad aggiungere anche il tasso carente di infrastrutture volte alla prevenzione di certi fenomeni, ci si trova davanti ad un quadro che è tutto fuorché rassicurante. Nel prossimo paragrafo, per capire meglio l’origine di questo tipo di fenomeni, capiremo come si forma una faglia. Il suo processo di crescita e relativa formazione, va infatti esplorato a fondo per capire a cosa si poggiano per originarsi.

Per il momento, basti sapere che un fenomeno ambientale simile ha delle origini molto antiche. Si mormora che le prime faglie si siano formate addirittura da ben prima del 1800. Ma ovviamente, essendo appunto un evento autentico, la data potrebbe essere molto più remota. Nel paragrafo successivo, verrà tutto confermato o meno, in ogni caso.

Come si formano le faglie?

Le faglie, si formano secondo un meccanismo che ha delle funzioni ben precise. Per definizione, innanzitutto, la faglia è una frattura nel sottosuolo in cui si verifica o si è verificata in un periodo precedente, una sessione di contatto e di frattura tra due rocce adiacenti.

Nel momento in cui si verifica un particolare evento sismico la roccia, su di un lato della faglia che si è formata, subisce uno spostamento (comunemente definito col nome di slip) rispetto alla roccia posta rispetto al lato opposto della faglia. La forza che viene scatenata dallo spostamento, sarà di conseguenza il corrispettivo della forza dell’evento sismico in questione.

A livello tecnico, non è sicuramente uno schema agevole e di immediata comprensione. Il movimento in questione può essere improvviso, oppure può anche essere di lento scorrimento. In questo caso si usa il termine “creep asismico”, il che rende a sua volta non valida qualsiasi ipotesi inerente a dei fenomeni di questo genere.

I dettagli che si potrebbero aggiungere sono altrettanti, ma soffermarsi sui punti focali di questa disciplina fa sì che si evitino degli errori di contenuto non da poco. E in un articolo di questo calibro, è bene far sì che qualsiasi informazione riportata sia del tutto corretta.