Assistente alla poltrona, requisiti e competenze

Assistente alla poltrona, requisiti e competenze

L’assistente alla poltrona è una figura professionale di interesse sanitario, inquadrata dal D.P.C.M. del 9 febbraio 2018 (Accordo Stato-Regione del 23/11/2017) con la denominazione di “assistente di studio odontoiatrico” (ASO). In questo articolo vediamo tutto quanto c’è da sapere in merito, in relazione alle competenze ed alla preparazione necessaria per svolgere la professione di assistente alla poltrona presso uno studio dentistico.

Assistente dentista, cosa fa

Gli assistenti alla poltrona svolgono la propria attività professionale “negli studi odontoiatrici e nelle strutture sanitarie che erogano prestazioni odontostomatologiche”, in regime di dipendenza ed in collaborazione con l’equipe odontoiatrica, seguendo le direttive e le disposizioni dei professionisti sanitari.

Nello specifico, come si legge nell’Allegato 1 al Decreto che disciplina la professione, l’assistente di poltrona assiste l’odontoiatra e i professionisti sanitari, attenendosi alle disposizioni di questi ultimi. Si occupa, nello specifico, di “predisporre l’ambiente e lo strumentario, di relazionarsi con le persone assistite, i collaboratori esterni, i fornitori e di svolgere attività di segreteria per la gestione dello studio”.

Come si diventa assistente alla poltrona

In base a quanto stabilito dall’articolo 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 febbraio 2018, per diventare assistente alla poltrona odontoiatrica è necessario essere in possesso di un “attestato conseguito a seguito della frequenza di specifico corso di formazione”. Possono accedervi coloro i quali hanno raggiunto la maggiore età ed hanno completato la scuola dell’obbligo.

Il corso di formazione, ai sensi dell’articolo 7 del Decreto sopra citato, “ha una durata complessiva non inferiore a 700 ore suddivise in 300 di teoria ed esercitazioni e 400 di tirocinio”. Il percorso formativo, la cui durata non può superare i 12 mesi, è diviso in due parti:

  • Modulo di base; prevede 150 ore di teoria, 20 di esercitazione e 100 di tirocinio;
  • Modulo professionalizzante; è composto da 150 ore di teoria, 30 ore di esercitazione e 300 di tirocinio.

L’insegnamento teorico dei moduli si basa su quattro aree disciplinari individuate dal Decreto:

  • socio-culturale, legislativa e organizzativa;
  • igienico-sanitaria;
  • tecnico-operativa;
  • relazionale.

Le materie di insegnamento previste da ciascun modulo sono le seguenti, come riportate nell’Allegato 2 del dispositivo normativo di riferimento:

  • elementi di sociologia e psicologia socio-relazionale;
  • elementi di etica;
  • tecniche di analisi della clientela e elementi di customer satisfaction;
  • tecniche di negoziazione e problem solving;
  • elementi di legislazione socio-sanitaria e del lavoro;
  • orientamento al ruolo;
  • elementi di merceologia;
  • elementi di chimica, biochimica e microbiologia;
  • elementi di igiene;
  • confort e sicurezza dell’ambiente di lavoro;
  • tecniche di pulizia, sanificazione, sanitizzazione, decontaminazione, disinfezione e sterilizzazione;
  • elementi di anatomia e fisiologia dell’apparato stomatognatico;
  • tecniche di allestimento della postazione di lavoro, attrezzature e strumentario;
  • tecniche di assistenza all’odontoiatria;
  • apparecchiature per la diagnostica e modalità d’uso;
  • elementi di primo soccorso;
  • cenni di radiologia e radioproiezione;
  • disposizioni generali in materia di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori;
  • elementi di informatica;
  • tecniche e strumenti di raccolta di informazioni;
  • elementi di amministrazione e contabilità;
  • elementi di legislazione fiscale e delle assicurazioni;
  • elementi di legislazione socio-sanitaria;
  • trattamento dei dati personali in ambito sanitario;
  • gestione e conservazione della documentazione clinica e del materiale radiografico.

Per quanto riguarda il tirocinio, esso deve essere eseguito presso gli studi odontoiatrici, i servizi e le strutture autorizzate e viene svolto “con la supervisione di un operatore qualificato ed esperto, i cui requisiti sono definiti dalle regioni e province autonome”. L’esame finale per il rilascio dell’attestato prevede una prova teorica e una pratica, finalizzate a verificare il possesso dei requisiti tecnico-professionali.

La frequenza di tale corso non è obbligatoria per coloro i quali, alla data di entrata in vigore del Decreto, “hanno o hanno avuto l’inquadramento contrattuale di Assistente alla poltrona” oppure, in alternativa, abbiano svolto attività lavorativa documentata di apprendistato (per almeno 36 mesi, anche non continuativi) nel corso dei cinque anni precedenti all’entrata in vigore del Decreto. Tali requisiti devono essere accertati dal datore di lavoro, il quale “è tenuto ad acquisire dal lavoratore stesso la documentazione comprovante il possesso dei requisiti”.

In aggiunta, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano possono individuare i crediti formativi che consentono di ridurre, in parte o completamente, la durata del corso di formazione propedeutico al conseguimento dell’attestato di Assistente di studio odontoiatrico, “in ragione delle competenze comunque acquisite dal richiedente”. Allo stesso scopo, le Regioni e le Provincie Autonome possono valutare i titoli pregressi in possesso del richiedente.

Assistente alla poltrona: competenze

Le competenze dell’assistente alla poltrona odontoiatrica, individuate dall’allegato 1 al Decreto menzionato in precedenza, figurano:

  • Accogliere i pazienti;
  • Raccogliere i dati per la compilazione dell’anamnesi;
  • Assistere il paziente prima, durante e dopo i trattamenti;
  • Curare i rapporti con i professionisti dello studio e le figure esterne;
  • Sanificare e preparare l’area di lavoro;
  • Controllare le scadenze e stoccare i farmaci;
  • Raccogliere e smaltire i rifiuti;
  • Gestire le procedure amministrative, lo schedario, gli appuntamenti, i rapporti con i fornitori, il magazzino e la cassa.

Lascia un commento


Veglio vini