Anche il Giappone capitola: non più esposta al pubblico la fiamma olimpica di Tokyo 2020

Anche il Giappone capitola: non più esposta al pubblico la fiamma olimpica di Tokyo 2020

La pandemia da Coronavirus spegne definitivamente anche la fiamma olimpica di Tokyo 2020, che non viene più esposta al pubblico in Giappone, dove è arrivata dalla Grecia il 26 marzo scorso. Con il rinvio di un anno delle Olimpiadi deciso dopo molti tentennamenti (anche perché costerà al Giappone almeno cinque miliardi di euro), era stato annullato anche il viaggio della torcia per le città nipponiche, ma la fiamma olimpica era stata comunque esposta nella prefettura nord-orientale di Fukushima, dove sarebbe dovuta partire. Il primo ministro Shinzo Abe ha però firmato un decreto di rimozione di quest’ultima per limitare gli assembramenti pubblici.

«Tokyo 2020 ora manterrà la torcia in un luogo sconosciuto per impedire alle persone di radunarsi» hanno dichiarato gli organizzatori di Tokyo 2020. «L’idea a questo punto è quella di mantenere accesa questa fiaccola e mostrarla al mondo, perché la combustione della fiamma olimpica fornisce un’ispirazione molto potente, una luce brillante mentre il mondo attraversa questi tempi difficili» ha dichiarato Michael Payne, ex direttore marketing del Cio, che ha dovuto accettare la decisione del Giappone e a questo punto pensa a una staffetta internazionale.

Una cosa simile avvenne per i Giochi di Pechino 2008, quando però le proteste per i diritti umani negati in Cina ne caratterizzarono, anche violentemente, il passaggio in Tibet come a Londra, Parigi e San Francisco, costringendo gli organizzatori a cancellare dopo pochi giorni il progetto di una esposizione internazionale della fiaccola. I tempi però sono cambiati e questa emergenza sanitaria mondiale potrebbe dare davvero una spinta unificatrice sotto il segno dei cinque cerchi.


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