Allevare capre: tutto quello che serve sapere

Allevare capre: tutto quello che serve sapere


play Ascolta questo articolo

Allevare capre da latte è sicuramente l’allevamento più redditizio tra gli animali da cortile. In Italia infatti, sono in molti a possedere ampi spazi verdi, che siano cortili, campi o fattorie. Per chi volesse sfruttare questo spazio, non solo per la coltivazione e l’agricoltura, è sempre possibile pensare agli allevamenti, che se ben gestiti, possono essere molto redditizi.

In caso di spazio limitato la scelta deve andare sicuramente sull’allevamento di animali di piccola taglia, come polli o conigli, ma se si ha la possibilità di sfruttare spazi abbondantemente più ampi allora si può mirare a qualcosa di un po’ più grande.

In questo articolo vi presenteremo tutto sulle capre e come si allevano capre da latte.

Allevare capre: le diverse tipologie

Le capre possono essere allevate principalmente per due finalità: la produzione di carne o di latte, indipendentemente che sia a scopo commerciale o per una produzione personale.

Esistono 4 diversi tipi di allevamento, che variano in base allo spazio necessario, al fondo economico e la finalità dell’allevamento:

  • Estensivo. Possibile principalmente in area montana, è il più naturale per la capra in quanto il ricovero in stalla è previsto solo d’inverno, mentre per il resto dell’anno questa viene lasciata libera al pascolo. In questo tipo di allevamenti il capretto appena nato viene alimentato esclusivamente a latte materno, la fonte di reddito perciò non è il prodotto caseario ma la carne.
  • Semi-estensivo. Molto simile all’estensivo, si differenzia per la finalità dell’allevamento e la destinazione del latte. Dopo lo svezzamento del capretto, infatti, il latte viene munto a mano e utilizzato per prodotti caseari. In questo tipo di allevamento i costi sono maggiori, ma anche il ritorno economico lo è.
  • Intensivo. È l’allevamento utilizzato principalmente per la produzione di latte. Le capre vengono tenute in enormi stabilimenti e i capretti, alla nascita, vengono svezzati con prodotti artificiali così da destinare il latte materno alla caseificazione. Le capre principalmente utilizzate per questo genere di allevamento sono le Saanen e la Camosciata delle Alpi.
  • Semi-intensivo. Simile a quello intensivo, si differenzia solo per il ruolo fondamentale del pascolo. Le capre vengono infatti condotte al pascolo per tutto l’anno escluso l’inverno e ricevono in stalla solo un’integrazione alimentare. I capretti vengono anche in questo caso alimentati con prodotti artificiali e il latte viene destinato totalmente alla caseificazione.

Dove è possibile allevare capre da latte

Per l’allevamento di capre, che sia intensivo o estensivo, è comunque sia necessario possedere molto spazio a disposizione.

Nel caso di allevamento intensivo comunque la capra, anche se non uscirà al pascolo, deve poter avere la possibilità di muoversi e non deve trovarsi in una situazione stressante, per questo gli stabilimenti devono essere molto ampi.

Per gli allevamenti estensivi è richiesto ancora più spazio: è necessario possedere uno stabilimento al chiuso così da tenere la capra al sicuro dal freddo durante il periodo invernale.

Poi è necessario avere a disposizione un cortile o un grande spazio verde recintato, così da permettere il pascolo a valle all’animale nel periodo primaverile-autunnale.

Durante il periodo estivo, per allevamenti estensivi, le temperature consentono e richiedono che le capre da latte o da carne vengano portate al pascolo su ambienti montani, perciò è necessario avere uno spazio relativo a disposizione.

Iter burocratico per iniziare

Deciso di avviare un allevamento di capre da latte, il primo passo è quello di chiedere al comune tutti i permessi necessari, soprattutto per la costruzione di recinto, rifugio e stalla.

Ottenuti i permessi e predisposti gli spazi, l’acquisto delle capre deve avvenire esclusivamente presso gli allevamenti registrati.

È assolutamente d’obbligo a questo punto dare comunicazione all’ASL del possesso di animali da allevamento e fare registrazione del gregge.

Ogni animale dovrà avere un suo personale libretto veterinario e sono obbligatori dei controlli periodici per assicurare la buona salute della capra.

Nel caso di vendita, sarà necessario aprire poi partita IVA commerciale e procedere alla produzione dei prodotti tramite stabilimenti certificati, che stiano alle normative ASL.

Infine non c’è da dimenticarsi che anche le singole regioni o i comuni possono avere normative specifiche, perciò è sempre bene informarsi per evitare il rischio di sanzioni.

Possibili guadagni

Una capra produce dai 2.5 ai 7 litri di latte al giorno e questo può essere usato per la produzione di formaggi che hanno un costo tra i 30 e i 100 euro al chilo, in base al tipo di formaggio.

Le capre inoltre possono essere usate per la produzione di carne o anche la produzione di cashmere, che può essere venduto a un prezzo medio di 200 euro l’etto.

Perciò su un allevamento utilizzato per la produzione sia di latte, che di carne che di filato, il guadagno medio annuo può essere tra i 100 e i 150 mila euro per un gregge di circa 150 capre.