Algeria, bagnanti intossicati dopo un tuffo nel Mediterraneo

Algeria, bagnanti intossicati dopo un tuffo nel Mediterraneo

Infezioni polmonari, nausea, febbre e persino rossore agli occhi. Sono questi i sintomi accusati dai quasi duecento bagnanti che, in una spiaggia di Tenes nello stato dell’Algeria, sono risultati intossicati dopo una domenica al mare. Molti di loro, quasi 180 persone, sono stati immediatamente ricoverati in ospedale. Cinquanta, invece, sono stati già dimessi. Le cause di ciò non sono ancora molto chiare. Sul posto sono state inviate alcune squadre di sommozzatori per cercare l’origine del problema: si pensa a qualche scarico tossico nella zona. Anche 28 subacquei e 7 agenti della protezione civile sono rimasti intossicati nel corso dell’indagine. Per precauzione, tre spiagge sono state chiuse al pubblico e sono stati prelevati dei campioni di acqua e di aria da analizzare, sia dal porto che dalle spiagge. Anche l’impianto di desalinizzazione presente nel territorio è stato temporaneamente fermato.

Algeria: le cause della intossicazione

Le ipotesi però non mancano. Il direttore della Sanità locale Nasreddine Benkartalia ha spiegato alla stampa come le persone abbiano inalato un gas diffuso rapidamente grazie al vento. Il prefetto, invece, è di un’altra opinione: per lui la colpa è di uno sversamento di una barca a largo di Tenes. Sarebbe stata individuata anche l’imbarcazione colpevole: si tratterebbe di una nave mercantile della Tanzania salpata dal sud della Francia, adibita al trasporto di bestiame. L’ultima ipotesi considerata dagli addetti alle indagini è quella formulata dal professor Djebar della facoltà di Scienze Biologiche, che ha parlato di un’alga tossica microscopica che vive e si riproduce nel Mediterraneo, soprattutto quando la temperatura è molto alta.

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