Zanardi e Bebe Vio protagonisti al Festival della comunicazione non ostile.

Zanardi e Bebe Vio protagonisti al Festival della comunicazione non ostile.

Alex Zanardi e Bebe Vio si confermano molto più che fenomeni dello sport, ma uomo e donna dai grandi valori. I due campioni paralimpici sono stati i protagonisti della quarta edizione di “Parole O_Stili”, il festival della comunicazione svolto online per l’emergenza Coronavirus. Al centro dei lavori il secondo principio del Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva, che recita: “Si è ciò che si comunica”. Soprattutto sui social, che per il 74% delle persone sono un vero e proprio megafono di linguaggi violenti pregressi, percezione in crescita soprattutto tra i millennials (+8%). Secondo rilevazioni SWG, odio e falsità fanno parte del nuovo modo di comunicare per l’80% degli intervistati, dato in crescita del 14% rispetto al 2018. Il 63% ritiene che i giovani si abitueranno a usare toni offensivi e solo il 22% pensa che le giovani generazioni riusciranno a scegliere uno stile comunicativo più corretto. Gay, migranti ed ebrei sono le categorie più colpite dal linguaggio violento, dato in crescita del +15% (gay), +9% (migranti), +12% (ebrei).

L’ex pilota di Formula 1, che ha perso le gambe in un incidente nel 2001 ma è tornato a correre in auto e soprattutto ha dominato le ulte due Paralimpiadi nell’handbike, e la regina della scherma paralimpica, che da bambina ha perso gambe e braccia per una grave forma di meningite, hanno dato il loro contributo di esperienza e soprattutto vita insiema a Don Luigi Ciotti, il fondatore dell’Associazione Libera, la presentatrice Andrea Delogu, la blogger Pepitosa.

Molta attenzione è stata rivolta ai crescenti ignoranza ed individualismo, le principali cause dell’odio e della violenza sulla rete, ma è stato notato che anche i politici danno il cattivo esempio: il 91% degli intervistati dichiara che in Italia esiste un grande problema di violenza verbale nel fare politica, tanto che le fake news confondono le idee di 1 cittadino su 3 (35%), ma nell’87% delle risposte, sono diventate la normalità della comunicazione tra i partiti. Di questo s’è trattato in un dibattito con lo scrittore Alessandro Baricco, la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, la cantante Malika Ayane, Enrico Letta e Giorgio Gori.