“Stagioni” la canzone di Guccini scritta poco dopo la morte del “Che”

 


play Ascolta questo articolo

“Stagioni” la canzone di Guccini, è nata nel 1967, poco dopo la morte del “Che”. Guccini aveva scritto una piccola strofa, che poi era rimasta lì. Anni dopo, in casa di amici, Guccini ha riproposto quelle poche parole vecchie di trent’anni, assieme ad altre canzoni mai incise. Sono piaciute molto…..

“Stagioni” la canzone di Francesco Guccini

Testo della canzone

Quanto tempo è passato da quel giorno d’autunno
Di un ottobre avanzato, con il cielo già bruno
Fra sessioni di esami, giorni persi in pigrizia
Giovanili ciarpami, arrivò la notizia

Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto
Sapere a brutto grugno che Guevara era morto
In quel giorno d’ottobre, in terra boliviana
Era tradito e perso Ernesto “Che” Guevara

Si offuscarono i libri, si rabbuiò la stanza
Perché con lui era morta una nostra speranza
Erano gli anni fatati di miti cantati e di contestazioni
Erano i giorni passati a discutere e a tessere le belle illusioni

Che Guevara era morto, ma ognuno lo credeva
Che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva
Che Guevara era morto, ma ognuno lo credeva
Che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva

Passarono stagioni, ma continuammo ancora
A mangiare illusioni e verità a ogni ora
Anni di ogni scoperta, anni senza rimpianti
Forza Compagni, all’erta, si deve andare avanti

E avanti andammo sempre con le nostre bandiere
E intonandole tutte quelle nostre chimere
In un giorno d’ottobre, in terra boliviana
Con cento colpi è morto Ernesto “Che” Guevara

Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
Che “Che” Guevara è morto, mai più ritornerà
Ma qualcosa cambiava, finirono i giorni di quelle emozioni
E rialzaron la testa i nemici di sempre contro le ribellioni

Che Guevara era morto e ognuno lo capiva
Che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva
Che Guevara era morto e ognuno lo capiva
Che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva

E qualcosa negli anni terminò per davvero
Cozzando contro gli inganni del vivere giornaliero
I Compagni di un giorno o partiti o venduti
Sembra si giri attorno a pochi sopravvissuti

Proprio per questo ora io vorrei ascoltare
Una voce che ancora incominci a cantare
In un giorno d’ottobre, in terra boliviana
Con cento colpi è morto Ernesto “Che” Guevara

Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
Che “Che” Guevara è morto, forse non tornerà
Ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
E voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni

Da qualche parte un giorno, dove non si saprà
Dove non l’aspettate, il “Che” ritornerà
Da qualche parte un giorno, dove non si saprà
Dove non l’aspettate, il “Che” ritornerà

Fonte: Musixmatch

Compositori: Francesco Guccini