Scoppia la polemica sul taglio degli ingaggi: allenatori e giocatori contro i club

Scoppia la polemica sul taglio degli ingaggi: allenatori e giocatori contro i club

La trattativa per un tagio agli stipendi spacca il mondo del calcio. Club da una parte, calciatori e allenatori dall’altra. La distanza tra le parti si è accentuata dopo la posizione comune votata all’unanimità dai club della Lega Serie A: riduzione di un terzo della retribuzione annua lorda (pari a quattro mensilità) nel caso non si possa riprendere a giocare, decurtazione di due mensilità qualora si possano invece disputare nei prossimi mesi le restanti partite del campionato. Una proposta di base che ha fatto andare su tutte le furie l’Associazione italiana calciatori, supportata anche dall’Associazione italiana allenatori calcio.

«La dichiarazione della Lega Serie A ci pare estemporanea perché ancora non sappiamo che fine faranno i campionati, quindi lascia il tempo che trova» ha sottolineato Renzo Ulivieri, il presidente dell’Aiac, per il quale dovranno essere «le leggi statali e le norme della Figc a regolare le singole posizioni». Ulivieri ha spiegato così la sua posizione: «Vorremmo evitare ogni tipo di polemica, perché non è tempo. Semmai il tono, che ci pare padronale, ovviamente non ci garba. I nostri allenatori di alto livello sono andati oltre la disponibilità perché hanno manifestato sin da subito la volontà di contribuire. Va però ricordato che alle dipendenze delle società di calcio ci sono “altri” allenatori, istruttori, preparatori e collaboratori che hanno meri redditi di lavoro: anche al di sotto delle medie nazionali. Su questi redditi non è ammissibile pensare ad alcuna riduzione. Per umanità». Allenatori e calciatori compatti, dunque, contro i club.

«La sensazione è che si voglia chiedere un sacrificio solo ai giocatori – ha attaccato il vicepresidente dell’Aic, Umberto Calcagno -. Il sindacato dei calciatori, come peraltro l’Assoallenatori, si è sempre detto disponibile a contribuire all’emergenza, ma ha più volte ribadito di voler ragionare sui numeri e sulle perdite reali senza dunque accettare un taglio al buio».