Cosa sono le processionarie e come eliminarle

Cosa sono le processionarie e come eliminarle


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Le processionarie sono artropodi ricoperti di peli urticanti, altamente diffuse in Italia come in altre parti del mondo.

La loro fama deriva dal pericolo che possono rappresentare per noi e soprattutto per i nostri animali domestici, evento che molte volte ha portato i padroni di casa a negare una passeggiata di troppo ai loro amici a 4 zampe.

Le processionarie dunque, come anche i forasacchi, sono tra i maggiori pericoli dei nostri animali e per questo è necessaria estrema attenzione quando concediamo loro un po’ d’aria aperta.

Processionaria, cos’è

Come abbiamo anticipato, la processionaria è un artropode dell’ordine dei lepidotteri e la famiglia delle Notodontidae.

Nella sua prima forma, quella di larva, è lunga circa da 1 cm fino ai 3 cm e mezzo.

È ricoperta di peli urticanti, molto pungenti per l’uomo, estremamente pericolosi per l’animale, capace di portare rapidamente i tessuti alla necrosi.

I peli si possono staccare facilmente al contatto con qualche superficie, ma possono anche essere trasportati dal vento.

Durante la fase adulta, invece, la processionaria dopo aver affrontato la metamorfosi in crisalide ne esce sotto forma di falena, che vivrà un altro paio di giorni al massimo.

Larve processionarie: ciclo vitale

Le falene processionarie appena uscite dal sottosuolo nei periodi estivi, dove hanno avuto la metamorfosi, si mettono alla ricerca di un albero dove deporre le uova.

Vi è una distinzione tra processionaria del pino e processionaria della quercia legata proprio a questo evento, visto che le falene prediligeranno per il loro nido o una o l’altra pianta.

Schiuse le uova ne usciranno le larve processionarie che si riveleranno estremamente voraci e si nutriranno il più possibile della pianta su cui sono state depositate.

Con l’arrivo dell’autunno, essendo animali che non amano il freddo, costruiranno il caratteristico nido sericeo all’interno del quale si rifugeranno per affrontare l’inverno.

In primavera, con l’arrivo delle calde temperature, le processionarie usciranno dal loro nido e torneranno a cibarsi della pianta fino a quando verso maggio non decideranno di scendere, raggiungendo il suolo.

Individuato il luogo ideale, le processionarie si interrano per circa 10-15 cm dove formeranno la crisalide.

Pochi mesi dopo ne usciranno come falene e il ciclo così sarà pronto a ricominciare.

Processionaria: pericoli

Uno dei pericoli maggiori è legato al defogliamento degli alberi su cui le processionarie si trovano.

Questo accade soprattutto a inizio autunno, dovendosi preparare all’arrivo dell’inverno dove non usciranno dal loro nido e non potranno nutrirsi a dovere, e in primavera, per il loro “risveglio”.

Il defogliamento causa l’indebolimento della pianta e la sua maggiore esposizione a parassiti e malattie, con conseguente morte, ed è perciò un pericolo per la flora locale.

Ma il pericolo della processionaria non è solo per le piante, infatti i loro peli urticanti si staccano facilmente dal loro corpo, persino per effetto del vento, e facilmente si attaccano ai nostri abiti e alla pelle.

Sugli umani i peli di processionaria provocano gravi effetti irritanti, a volte associati alla comparsa di vescicole e bolle, mentre se si deposita sulle mucose può portare a gravi infezioni che possono anche complicarsi molto, se non trattate adeguatamente.

Negli animali, infine, il rischio è anche maggiore, perché i peli di processionaria possono portare i tessuti del naso e della bocca alla necrosi.

Come eliminare la processionaria

Ci sono vari modi per eliminare le processionarie:

  • Distruzione dei nidi: da effettuare solo in inverno, quando le larve non sono ancora uscite, per riuscire a eliminarle completamente. Si raccomanda fortemente l’utilizzo di sistemi protettivi.
  • Utilizzo di un insetticida biologico, di solito il batterio Bacillus thuringiensis kurstaki, che penetra nei tessuti della processionaria e la paralizza. Può essere diffuso grazie all’uso di un atomizzatore o per via aerea con un drone o un apposito elicottero.
  • Trappole ai feromoni. Da utilizzare in estate, quando escono dal terreno in forma di falena. L’obiettivo è confondere l’esemplare maschio sulla presenza della femmina, così da impedir loro la fecondazione e il rilascio di ulteriori uova.
  • Trappole meccaniche, costruite con una colla apposita che blocca le processionarie durante la loro marcia.
  • Endoterapia. Ovvero l’utilizzo di appositi insetticidi da iniettare direttamente nella pianta, in modo che entri nel corpo della processionaria nell’istante in cui questa si ciberà delle sue foglie.

Cosa fare in caso di avvistamento

È assolutamente sconsigliato tentare di ucciderle con metodi “classici”.

L’istinto infatti potrebbe portare a ucciderle schiacciandole, ma questo favorisce la dispersione nel vento dei peli urticanti che possono anche restare attaccati alla suola di scarpa.

Perciò le linee guida da seguire sono:

  • Informare le autorità competenti affinché intervengano con i corretti dispositivi.
  • In caso di contatto con i peli lavare bene la zona colpita e rivolgersi immediatamente al medico competente.
  • In caso di contatto con il nostro animale domestico è necessario lavare subito la zona colpita con acqua e bicarbonato e rivolgersi immediatamente al veterinario.