Moto: in Australia si accende il Mondiale di Superbike

Moto: in Australia si accende il Mondiale di Superbike

Il primo Mondiale delle due ruote è pronto ad accendere i motori. Si tratta della Superbike, il campionato delle cosiddette moto “derivate”, ovvero del top di gamma racing che possono acquistare anche gli appassionati, con poche e specifiche modifiche. Non i prototipi della MotoGP. Il Mondiale pop, dei veri appassionati si dice. E dove stanno approdando sempre più piloti reduci dalla MotoGP, per non parlare delle Case che investono.

Dopo tre mesi di test invernali sulla pista australiana di Phillip Island sta per partire (sabato 29 febbraio e domenica 1 marzo) una delle stagioni più combattute di sempre. Da battere il britannico Jonathan Rea e la Kawasaki, a caccia del quinto titolo iridato consecutivo, ma anche della vittoria nel round d’esordio che manca dal 2017. Al debutto sulla KRT come suo compagno di squadra il connazionale Alex Lowes.

I test hanno portato alla ribalta anche la Yamaha YZF R1, specie quella di Toprak Razgatlioglu, il migliore a Portimao (Portogallo) e il primo giorno a Phillip Island. Il turco di 23 anni si candida a serio candidato al titolo.

Capitolo Ducati. La Casa di Borgo Panigale continua nel suo grande sforzo su entrambi i fronti: MotoGP e Superbike, che una volta dominava. L’anno scorso con la nuova Panigale V4 R ha perso un Mondiale che sembrava nelle sue mani (11 vittorie nelle prime 11 gare), quest’anno ha deciso di puntare su un nuovo pilota: il focoso britannico Scott Redding, talento inespresso in MotoGP, al posto dello spagnolo Alvaro Bautista, passato alla Honda. Fiducia rinnovata al gallese Chaz Davies nonostante una pre-stagione difficile.

Infine la Honda appunto, che torna in veste ufficiale in Superbike con la nuova Honda CBR1000RR-R affidata a Leon Haslam e Bautista, anche se lo spagnolo non ha ancora trovato il feeling con la moto, e la BMW, che pare pronta al salto con Tom Sykes ed Eugene Laverty. Altri due britannici in una Superbike che parla sempre più inglese. E l’Italia? Con una Yamaha privata c’è l’esordiente Federico Caricasulo, vicecampione mondo di Supersport.