La morte di George Floyd: lo sport di schiera contro il razzismo

La morte di George Floyd: lo sport di schiera contro il razzismo

Una voce si alza unita, compatta. Lo sport stavolta non si abbandona al silenzio e si schiera con forza contro il razzismo dopo la morte di George Floyd, l’uomo di colore ucciso da poliziotti bianchi a Minneapolis scatenando un’ondata di proteste e violenza negli Stati Uniti. Il primo ad essere duro è stato il campione della Formula 1 Lewis Hamilton, il primo pilota di colore iridato nel Circus dei motori.

Parole forti sono arrivate anche dalla Bundesliga, il campionato di calcio tedesco già ripreso dopo lo stop per Coronavirus. Allo Schalke 04, McKennie ha dedicato a Floyd la fascia di capitano, Thuram (Borussia Moenchengladbach) ha esultato in ginocchio per un gol, Sancho e Hakimi (Dortmund) hanno sfoggiato magliette con la scritta “Justice for George Floyd”, Modeste (Colonia) si è esibito nel classico gesto contro il razzismo, mostrando palmo e dorso delle mani. Gesti stigmatizzati dalla federcalcio tedesca, subito stoppata da quella internazionale (Fifa), con il presidente Infantino a dichiarare deciso: «Le proteste dei giocatori durante le partite della Bundesliga avrebbero meritato un applauso e mai nessun tipo di sanzione. Dobbiamo tutti dire di no a qualsiasi forma di razzismo e discriminazione. Dobbiamo tutti dire no alla violenza in tutte le sue forme».

In Italia, dove il campionato è ancora fermo, giocatori e squadre si sono espresse sui social. Dybala, Matuidi, Ramsey e Bernardeschi, campioni della Juventus, hanno aderito alla campagna “Black lives matter”, come i milanisti Donnarumma, Romagnoli, Kessie e Leao. All’inter protestano Candreva, Asamoah, Eriksen e Moses. Mario Balotelli (Brescia) si è addirittura tatuato la scritta “Black Power” sotto l’occhio destro. I giocatori del Torino si sono fatti fotografare tutti inginocchiati al centro del campo, come quelli del Chelsea e del Liverpool in Inghilterra.

Negli Stati Uniti la stella del golf Tiger Woods ha dichiarato che la polizia ha superato il limite e l’ex campione di boxe Floyd Mayweather s’è offerto di pagare i funerali del 46enne afro-americano, diventato simbolo suo malgrado di una battaglia al razzismo.