Assembramenti, ecco la febbre gialla da Covid

Assembramenti, ecco la febbre gialla da Covid

Il cambio di colore della maggior parte delle Regioni italiane, in atto da lunedì, è stato anticipato da una vera e propria “febbri gialla” da Covid. Mentre l’ultimo bollettino nazionale recita 11.252 i nuovi casi e 237 morti da Coronavirus in Italia, con un lieve aumento del tasso di positività (5,27%), nelle grandi città il weekend è stato vissuto come una liberazione e le strade si sono riempite. A Milano, complice anche il bel tempo, specie in zona Navigli sono tornati gli assembramenti di giovani, che hanno affollato a gruppi nella zona pedonale lungo la Darsena. Folla anche a corso Vittorio Emanuele e a Porta Nuova, tra piazza Gae Aulenti e corso Como. Ma anche anche a Roma in via del Corso, la strada dello shopping nel centro della Capitale. Così a Napoli, dove sono state segnalate diverse feste private affollate.

Assembramenti, non siamo ancora al sicuro

Comportamenti che hanno spinto il il ministro della Salute, Roberto Speranza, ad ammonire: «La zona gialla non significa scampato pericolo. Serve ancora la massima prudenza se non vogliamo tornare indietro rispetto ai passi avanti delle ultime settimane».

Domani comunque l’Italia si sveglierà in “giallo”, con un allentamento dei divieti, a parte Sicilia e della Provincia autonoma di Bolzano che diventeranno arancioni, mentre Puglia, Sardegna e Umbria resteranno di quel colore. A questo proposito il Tar della Sardegna ha chiesto al ministero della Salute un chiarimento, mentre altri governatori o amministratori hanno scelto invece in autonomia di mantenere più alta l’attenzione. é il caso del Friuli Venezia Giulia, dove permane il divieto di consumare alimenti e bevande per asporto nelle vicinanze dei locali e nei luoghi dove siano possibili assembramenti, nonché quello di consumazione al banco nei locali dopo le 11. Il comune di Torre Annunciata, nonostante la Campania diventerà gialla, si auto-dichiara arancione.

Nelle zone “gialle” sarà consentito muoversi liberamente tra i comuni, ma sarà ancora vietato (fino al 15 febbraio) spostarsi da una regione all’altra. Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5. I bar resteranno aperti dalle 5 alle 18, dopo è vietato l’asporto dai locali senza cucina. Anche i ristoranti saranno aperti fino alle 18, dopo è permessa la consegna a domicilio e fino alle 22 è possibile comprare cibo da asporto. Riaprono i musei, ma solo nei giorni feriali. Idem per i centri commerciali.


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