Esposizione universale 1990: quando e dove si è tenuta?

Esposizione universale 1990: quando e dove si è tenuta?


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L’esposizione universale avvenuta nel 1990, è stata un momento di storia recente particolarmente determinante per ciò che è venuto dopo. Infatti, in età contemporanea, questo evento è stato il culmine di un vero e proprio periodo di benessere culturale, nonché di relativo progresso evolutivo. Nonostante tutto, ad oggi possiamo infatti ringraziare il fatto che un evento simile si sia verificato così vicino all’età moderna che viviamo oggi.

Oltre a dei cenni storici sicuramente meritevoli di maggiori approfondimenti, nel corso di questo articolo cercheremo anche di capire a cosa sia dovuta una simile importanza di questi fattori. Per il momento, basti pensare al fatto che questo momento si chiama col nome di “L’era delle scoperte”. Non è difficile intuire il motivo per cui si è assegnato un nome simile a questo evento storico.

Tutto ciò che oggi è noto al pubblico, in un certo senso lo si deve proprio a questo. Per le persone che ancora non hanno ben capito il contesto in cui ci si trova, i prossimi paragrafi saranno risolutori. Capiremo infatti il modo in cui affrontare una tematica del genere, con relativi cenni a date e scoperte effettuate durante questo celebre avvenimento.

Esposizione universale 1990, dove si è svolta?

Stando a quanto è riportato su numerose enciclopedie presenti sul web, l’esposizione universale del 1990 si è svolta in Spagna. Più precisamente, nella ridente cittadina di Siviglia. La risonanza di questo evento, oltre al suo contenuto e alle tematiche trattate, è data anche dalla partecipazione del pubblico. Si parla infatti di una folta platea composta da circa 42 milioni di persone.

Un numero che sottolinea senza ombra di dubbio quanto questo momento sia stato iconico. Come da manuale, l’area di 240 ettari si è così suddivisa in più ingressi, permettendo ad un pubblico così vasto di non creare confusione o file interminabili. Tra i partecipanti, ci furono ben 113 Paesi. Tra questi, ovviamente, prese parte anche l’Italia.

Ogni evento dell’Expo, che sarebbe appunto il nome moderno di questo evento, fu Curro (figura fittizia del nome Francisco), che sarebbe appunto un pappagallo con becco e cresta multicolore. Questo, a voler quasi simboleggiare il colore pittoresco di una città storica e meravigliosa come Siviglia.

Una parte di questa faccenda piuttosto amara, è ciò che rimane dopo l’evento. Sebbene alcune aree siano diventate quasi un vero e proprio simbolo, altre ancora sono quasi abbandonate al loro triste destino. Una mancata occasione di riqualificazione del territorio, si potrebbe dire.

Expo degli anni ’90: quando è avvenuto?

Nonostante il periodo dell’Expo sia comunque corrispondente al periodo citato, l’anno esatto non è il 1990 come molti pensano. Infatti, l’anno giusto da prendere come riferimento è quello del 1992. Durante questo periodo, infatti, è stato possibile venire a conoscenza di numerosi elementi utili.

Le scoperte e le innovazioni presentate durante questa mostra contemporanea, sono facilmente consultabili online o in altri libri che trattano in maniera approfondita questa materia. In queste righe, può comunque trasparire un certo senso di potenza storica, che si può già percepire da sé ad ogni modo.

Uno dei pochi luoghi emblematici che ancora si ricordano, è la Sfera Bioclimatica, uno dei punti di riferimento più rappresentativi di questo fantastico Expo 92. Tuttavia, è doloroso ammettere come questa non sia più in funzione da tempo. La mancata occasione di mettere in ordine varie aree che ad oggi sarebbero indispensabili, rimane sicuramente un enorme rammarico per tutta la popolazione.

Nonostante questo, si ha comunque ancora oggi un gran bel ricordo a riguardo. Tutto sommato, non si possono dunque avere poi così tanti rimpianti, essendo un evento dalla portata storica clamorosa. Nonché un grande evento per tutti. Sicuramente, conservare la memoria di un celebre avvenimento del genere, potrebbe portare la nostra mente ad un bel periodo. Questo, vale ovviamente anche per chi non lo ha vissuto in prima persona.