Ecco la Fase 2: che cosa si può fare, tappa per tappa

Ecco la Fase 2: che cosa si può fare, tappa per tappa

Un intervento lungo e articolato, seguito su RaiUno da oltre 10 milioni di italiani. Giuseppe Conte ha così presentato la cosiddetta e tanto attesa Fase 2 dell’emergenza da Coronavirus, indicando la road map per le riaperture delle attività. Ecco un sunto delle ripartenze. Da subito le aziende strategiche, industriali e produttive, che esportano all’estero e rischiano di perdere ulteriori quote di mercato. Basta un’autocertificazione che passa al vaglio dei prefetti, così come l’edilizia carceraria, scolastica e per il contrasto del dissesto idrogeologico.

Dal 4 maggio il grosso delle aperture. Per gli spostamenti resta la linea del rigore, con il mantenimento dell’autocertificazione (il modulo cartaceo con nome, cognome, indirizzo, destinazione e motivo dell’uscita). All’interno della propria Regione saranno consentiti «solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute», ma si aggiungono quelli per incontrare familiari (genitori e figli, nonni e nipoti) «purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine». Per andare in un’altra Regione bisognerà invece avere «comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute».

Si potrà passeggiare anche lontano dalla propria abitazione purché a distanza dagli altri. I bambini potranno uscire ma senza assembramenti: uno con un adulto accompagnatore. Parchi, ville e giardini pubblici riapriranno, ma gli ingressi potranno essere «contingentati» e i sindaci potranno attuare restrizioni. Sarà possibile fare jogging, praticare sport all’aperto e riprendere gli allenamenti individuali per gli atleti professionisti e di interesse nazionale. La distanza di sicurezza tra loro però sarà di minimo due metri. Si potrà andare al mare per nuotare e fare passeggiate in montagna: attività motorie da soli o al massimo in due, ma non ci si potrà trasferire nelle seconde case.

Via libera ai funerali ma solo con i familiari più stretti (non più di 15 persone) ad assistervi muniti di mascherine e distanziati, possibilmente all’aperto. Restano vietate le messe, decisione che ha scatenato le proteste della Chiesa.

Sempre dal 4 maggio via libera alle industrie manifatturiere, alle costruzioni e al commercio all’ingrosso relativo a queste filiere, nonché alle ristrutturazioni private. Bar e ristoranti rimangono chiusi, ma sarà possibile acquistare cibo da asporto «da consumare a casa o in ufficio» e non davanti ai locali. In tutto questo le mascherine saranno obbligatorie per i luoghi chiusi, ma il prezzo sarà calmierato: quelle chirurgiche al pubblico costeranno al massimo 50 centesimi al netto dell’Iva, che verrà cancellata per questi prodotti.

Passo successivo il 18 maggio, quando potranno riaprire i negozi di abbigliamento e di calzature, le gioiellerie e tutti gli altri esercizi commerciali di vendita al dettaglio rispettando le regole sugli ingressi contingentati, il distanziamento di un metro e l’uso delle mascherine. Cinema, teatri e sale da concerto resteranno chiuse, come i pub e le discoteche, ma via libera a musei con le stesse precauzioni. Soprattutto potranno tornare ad allenarsi anche gli sport di squadra.

Dal 1° giugno toccherà a bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie con distanziamento di due metri tra un tavolo e l’altro e camerieri con guanti e mascherine. Estetiste e parrucchieri potranno operare su appuntamento nel rapporto di un lavoratore per un cliente, entrambi con mascherina e guanti.

Infine, mentre resteranno chiuse le scuole fino almeno a settembre, dal 17 giugno i ragazzi coinvolti potranno rientrare negli istituti per sostenere l’esame di maturità.


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