Cosa saper sul Diamante di Gould

Cosa saper sul Diamante di Gould


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Il diamante di Gould, soprattutto a livello estetico, è uno dei volatili più apprezzati in circolazione. Questo, per via dei suoi colori. Questo tipo di uccello, è divenuto infatti iconico per via delle sue caratteristiche cromatiche. Apprezzate e acclamate a gran voce anche da coloro che non sono degli esperti in materia.

Questo, come spesso si è potuto imparare, è un aspetto in grado di insegnare un concetto molto importante. Ovvero, che la passione non per forza impedisce ai non esperti di interessarsi. Indipendentemente dal proprio livello di preparazione in materia, si può comunque mostrare interesse per un determinato argomento.

L’apprendimento di determinate tematiche, è successivamente un qualcosa che si potrà acquisire col passare del tempo. Per fortuna, i tanti contenuti presenti su Google possono fornire delle tracce utili per far sì che si possa essere quantomeno informati a livello basilare su dei temi simili.

Per potersi però avvicinare a questo livello, è bene tenere conto del fatto che ci siano degli aspetti primari da considerare. Tra questi, l’anatomia dell’animale di cui si sta parlando. Successivamente, il suo comportamento in quanto parte effettiva di una specie. Insomma, tutti quanti pezzi del puzzle complementari tra loro.

Nei prossimi paragrafi, verranno approfonditi molti altri aspetti. Ovvero formazione, allevamento, alimentazione e tante altre cose da sapere riguardo al diamante di Gould.

Caratteristiche del diamante di Gould

Le caratteristiche del diamante di Gould, lo portano ad essere un animale vistoso e stravagante. Proprio per questi due motivi, è molto apprezzato da tutti. Le sue origini, in principio, risalgono al periodo del 1800. Le colonie francesi, a loro tempo, arrivarono infatti ad ospitare numerosi esemplari.

La prima scoperta effettiva di questo volatile, è avvenuta circa 40 anni dopo la data indicata. Dunque, in un contesto nel quale non era affatto facile verificare con certezza l’autenticità di determinati ritrovamenti. Il suo nome, deriva dall’ornitologo che ha scoperto questo animale.

John Gould, è infatti il fautore vero e proprio di questa scoperta. Scoperta che, ancora oggi, ha lasciato un segno indelebile nell’ornitologia passata e moderna. La vita del diamante di Gould, si svolge prevalentemente nelle aree nordiche dell’Australia. Dunque, in un clima molto arido. Quasi desertico, si potrebbe dire.

In effetti, questi ambienti sono probabilmente il terreno ideale per favorire l’insediamento dei suddetti uccelli. Le temperature estive sono notoriamente molto alte, con cifre che possono sorprendentemente superare anche i 50 gradi centigradi. Tra l’altro, anche con una certa frequenza.

Risulta essere dunque un animale in grado di resistere anche ai climi molto aridi. Nel prossimo paragrafo, si vedrà dunque uno spunto approfondito sulla loro alimentazione. Andando così a favorire la costruzione del quadro completo accennato a inizio articolo.

Cosa mangiano

Così come il pettirosso, anche il diamante di Gould ha un tipo di alimentazione tendenzialmente molto raffinata. Si ciba infatti di alimenti e pasti che si potrebbero dire quasi “pretenziosi“. Si passa facilmente dai pastoncini, passando per le ossa di seppia.

Niente frutta e cibi simili, a meno che non venga sottoposto ad un contesto di allevamento fin dalla sua tenera età. In caso contrario, è bene abbandonare totalmente questo tipo di opzione. A meno che non si vogliano ricomporre tutte le sue abitudini alimentari da zero. Per ovvi motivi, questa è una pratica che non viene vista di buon occhio dagli esperti.

Sulla base di questo pensiero, dunque, è bene non correre rischi e attenersi ai protocolli riportati. Protocolli che, per oggetto di studio e test, delineano come l’alimentazione ideale sia appunto quella sopracitata. Vengono annoverate nella loro alimentazione anche le proteine animali. Questo, per via dell’apporto che possono dare all’intero organismo.

I dettagli sul suo allevamento, possono ulteriormente essere determinanti per poter inserire questo animale all’interno di un contesto domestico. Infatti, a seconda del tipo di allevamento a cui l’animale viene sottoposto, si può parlare di un tipo di alimentazione differente. Questo aspetto, verrà ovviamente approfondito nel paragrafo successivo.

Come vengono allevati

Per come vengono allevati, i diamanti di Gould possono dare dei riscontri ben diversi da ciò che ci si potrebbe attendere. Di per sé, la sua indole molto calma e accomodante verso il prossimo lo rende un esemplare abbastanza facile da allevare. E dunque, predisposto già di per sé a certi tipi di struttura.

Tuttavia, è bene evitare gli esemplari che potrebbero disturbare la loro quiete. Questo, poiché sono degli animali che si lasciano condizionare facilmente dall’indole dei loro compagni di giochi. Pertanto, è bene predisporre un allevamento composto solo da loro simili.

Onde evitare di andare ad incidere in maniera negativa su quello che è l’ambiente generale. La questione complicata riguardo ai suoi confronti, è quella sulla riproduzione. Questo animale, in tal senso, è effettivamente piuttosto difficile da gestire.

A detta di molti studiosi, sono degli uccelli dal comportamento molto difficile da prevedere. Una coppia di uccellini, potrebbe infatti andare d’amore e d’accordo un giorno, per poi litigare in maniera concitata il giorno dopo. Da oggi al domani, dunque, potrebbe cambiare tutto.

Proprio per questo è un aspetto complicato da gestire. Il loro essere lunatici, li espone infatti ad una condotta che è davvero difficile da inquadrare per gli studiosi e gli allevatori.

Altre cose da sapere

Le altre cose da sapere su questo animale, comprendono essenzialmente un pacchetto di curiosità molto interessanti da conoscere fino in fondo. Uno dei più interessanti, riguarda sicuramente il suo genere. O meglio, il suo sesso di appartenenza.

A seconda delle caratteristiche, infatti, gli esemplari di tipo maschile possono rivelarsi molto belli esteticamente. Dai colori brillanti e dalle forme poco pronunciate, ma comunque belle da vedere. Gli esemplari femmina, invece, presentano un viola acceso nella zona del petto che le contraddistingue per bellezza e unicità di tale caratteristica.

La testa, è la parte del corpo che muta alla velocità più impattante e sbalorditiva allo stesso tempo. A tal proposito, gli esperti in materia di ornitologia hanno individuato ben tre specie differenti. Il rosso presente nella testa di alcuni esemplari, è dato dalla presenza dei lipocromi.

Il colore nero presente nella testa di altrettanti esemplari, è invece dato dall’eumelanina. Per ultimo, vi è invece il colore giallo presente sul loro capo. Questa tonalità, è data appunto dall’apporto dei lipocromi. Queste tipologie di pigmentazione, come è bene ricordare, dipendono molto dal tipo di alimentazione. Solitamente, si deve tale mix di tonalità al consumo costante dei vegetali.