Covid: coprifuoco anche in Lombardia e Lazio

Covid: coprifuoco anche in Lombardia e Lazio

Scatta il coprifuoco anche il Lombardia e Lazio, nel tentativo di arginare la nuova diffusione del Covid. Dalle 23 alle 5 sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero per motivi di salute, in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza e autodichiarazione per certificare gli spostamenti: sono le misure contenute nell’ordinanza emanata in Lombardia e firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza e dal presidente della Regione, Attilio Fontana, valida fino al 13 novembre.

I dati che portano al coprifuoco

Il rapporto tamponi/positivi è schizzato circa all’11%. In forte crescita i contagi a Milano e, soprattutto, nella provincia di Monza e Brianza. In forte crescita i ricoveri non in terapia intensiva (+253, per un totale di 1.521), in aumento anche quelli in terapia intensiva (+11, 134). Oltre a Milano e Monza e Brianza, restano alti i contagi nelle province di Varese (287) e Pavia (242) e tornano a salire anche in quelle di Brescia (196) e Bergamo (112).

«Noi siamo qua per cercare di trovare delle soluzioni, perché se la pandemia si scatena in una grande città l’effetto è dirompente. La situazione è oggettivamente grave e io non posso stare qua a girarmi dall’altra parte, bisogna fare le cose con buonsenso» afferma il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, mentre il presidente Fontana annuncia: «Le strutture sanitarie temporanee allestite nei padiglioni della Fiera di Milano e di Bergamo riaprono nei prossimi giorni e garantiranno al sistema lombardo i primi 201 posti letto aggiuntivi di cure intensive, che saranno gradualmente occupati».

Tra le possibilità blocchi e coprifuoco

Nella Regione Lazio il blocco della circolazione va dalla alle 5, mentre le disposizione sulla didattica a distanza alle superiori e all’Università scatteranno da lunedì prossimo. L’ordinanza prevede anche un aumento di posti Covid per arrivare ad un numero di 2.913 e di questi 552 da dedicare alla terapia intensiva. Inoltre è prevista una manifestazione di interesse per individuare strutture private per effettuare 5000 tamponi al giorno.

Anche l’Emilia Romagna è pronta ad ulteriori misure restrittive. «Bisognerà vedere tra qualche giorno se la mascherina all’aperto e l’ultimo Dpcm porteranno risultati. E essere assolutamente pronti a prendere misure restrittive mirate, perché un nuovo lockdown generalizzato non se lo può permettere nessuno. Se serviranno ulteriori restrizioni, bisognerà decidere quali ambiti ci si può permettere di chiudere e quali no. Fabbriche, negozi e scuole non si possono chiudere» sostiene il presidente dell’Emilia-Romagna e della Regioni, Stefano Bonaccini.

Dal 23 ottobre, nelle scuole superiori della Basilicata almeno il 50 per cento degli studenti sarà interessato dalla didattica a distanza: lo stabilisce un’ordinanza pubblicata del presidente della Regione, Vito Bardi. La Dad resterà in vigore fino al 13 novembre. Nell’ordinanza, Bardi ha stabilito anche la chiusura dei centri commerciali il sabato e la domenica, ad esclusione di generi alimentari, edicole, tabacchi, farmacie e parafarmacie.